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27 Novembre 2025

Serbia

OTTIMISMO CAUTO PER LE ECONOMIE DEI BALCANI OCCIDENTALI

Le sei economie dei Balcani occidentali (ZB6) – Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo*, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia – mantengono un’insolita resilienza, distinguendosi nell’ambito dell’Europa centro-orientale e sud-orientale (CESEE). Secondo Mario Holcner, direttore esecutivo del Vienna Institute for International Economic Studies (wiiw), tale resistenza deriva da alcune “paradossali” caratteristiche strutturali. La limitata integrazione nelle catene globali del valore ha in parte protetto la regione dagli shock commerciali legati ai crescenti conflitti tariffari e alla frammentazione geo-economica. Inoltre, il declino demografico, pur rappresentando una sfida, stimola la crescita salariale e la domanda interna, incentivando al contempo investimenti in automazione. Un ulteriore vantaggio è legato al ritardo nell’adozione del modello di crescita basato sugli investimenti esteri diretto (IDE), che ora sta attirando capitali grazie alle prospettive di adesione all’UE e al fenomeno del near-shoring. Nonostante il flusso relativo di IDE nel ZB6 sia più che doppio rispetto ai Paesi UE dell’Europa centrale e orientale, Holcner segnala un calo generale degli investimenti greenfield nel 2024 (-26% in numero di progetti, -58% in capitale annunciato), in un contesto di crescente incertezza geopolitica, definita da alcuni “Guerra Fredda 2.0”. Tuttavia, il profilo settoriale degli investimenti rimane promettente: nel 2024, il 21% dei progetti greenfield nel ZB6 riguardava servizi software e IT, mentre le energie rinnovabili, pur rappresentando il 14% dei progetti, hanno assorbito il 46% del capitale annunciato. Si profila inoltre una nuova opportunità legata alla corsa europea al riarmo, con aziende come Rheinmetall che espandono la produzione nella regione. Secondo Holcner, la sostenibilità della crescita del Balkan occidentale dipenderà dalla capacità di approfondire l’integrazione con l’UE, attrarre IDE ad alto valore nei settori digitali e verdi, e sviluppare politiche industriali nazionali efficaci. Un eventuale cambio di rotta della politica fiscale tedesca – tradizionalmente orientata al rigore – potrebbe inoltre accelerare la crescita in tutta l’Europa orientale, con benefici particolarmente rilevanti per il ZB6. Come riportato da biznis.rs, la Serbia ha registrato nel 2024 un PIL di 83,25 miliardi di euro, con una crescita stimata al 2%, la più bassa della regione. Per le imprese italiane, la transizione verde e digitale dei Balcani occidentali rappresenta un’opportunità strategica nei settori delle energie rinnovabili, dell’ICT e della subfornitura industriale ad alto valore aggiunto. (ICE BELGRADO)


Fonte notizia: biznis.rs