Svizzera
PERCHÉ IN EUROPA LA LEVA OBBLIGATORIA STA TORNANDO D’ATTUALITÀ
Dopo decenni di declino dell’attività militare in Europa, si è registrata una forte inversione di tendenza. In seguito alla Guerra Fredda, gli evidenti miglioramenti in materia di sicurezza avevano spinto molti Paesi europei a ridurre le spese militari e ad abolire il servizio militare obbligatorio. Secondo un sondaggio condotto dall’Organizzazione europea delle associazioni militari (EUROMIL) tra le associazioni affiliate di 15 nazioni, il totale delle truppe è stato ridotto in circa due terzi dei Paesi. Tra il 2010 e il 2020, tutti i partecipanti al sondaggio hanno effettuato tagli intorno al 16%. Tali riduzioni hanno avuto inizio in un periodo in cui, dopo il crollo del comunismo in Russia e in Europa orientale, le nazioni europee si sentivano abbastanza sicure da diminuire le spese militari e reindirizzare i fondi verso i servizi pubblici e il welfare, un beneficio per la cittadinanza che ha preso il nome di “dividendo della pace”. Di fronte alla nuova aggressione russa, iniziata con l’invasione dell’Ucraina e l’annessione della Crimea nel 2014, però, Paesi come la Lituania (2015), la Svezia (2018) e la Lettonia hanno ripristinato o ampliato la leva obbligatoria.Il tutto è stato poi ulteriormente rilanciato dalle pressioni statunitensi affinché l’Europa aumentasse la propria spesa per la difesa. Durante un vertice tenutosi a giugno, la NATO ha ribadito l’intenzione di ampliare le proprie forze armate, stabilendo che ogni Stato membro dovrà aumentare la spesa per la difesa al 5% del PIL entro il 2035. Secondo le stime dell’istituto di ricerca Bruegel di Bruxelles e del Kiel Institute for the World Economy, senza il sostegno degli Stati Uniti l’Europa avrebbe bisogno di almeno 300’000 soldati in più. Il Servizio di ricerca del Parlamento europeo ha scritto che la coscrizione è tornata a essere un’opzione valida per aumentare gli effettivi e consolidare la preparazione militare. (ICE BERNA)
Fonte notizia: SWI
