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26 Dicembre 2025

Serbia

FMI: SERBIA PRONTA A RIPRENDERE LA CRESCITA

Una missione del Fondo Monetario Internazionale (FMI), guidata da Aneta Koebe, ha visitato Belgrado dal 22 al 30 ottobre e ha raggiunto un accordo a livello tecnico con le autorità serbe sulla seconda revisione prevista dallo Strumento di Coordinamento delle Politiche (PCI). Secondo quanto riportato da biznis.rs, le conclusioni preliminari indicano che la crescita economica in Serbia ha rallentato a causa delle tensioni commerciali globali, delle proteste, dell’incertezza politica e delle sanzioni imposte alla Naftna industrija Srbije (NIS). A ciò si aggiungono i bassi raccolti agricoli, che hanno esercitato pressione sui prezzi alimentari, sebbene l’inflazione complessiva sia scesa al 2,9% a settembre grazie a misure temporanee di controllo dei prezzi e dei margini commerciali. Nonostante ciò, l’economia serba è considerata ben posizionata per proseguire sulla via della crescita una volta attenuati gli shock temporanei, grazie alla resilienza macroeconomica: i consumi delle famiglie restano sostenuti dall’aumento dei redditi disponibili, il settore bancario è solido, le riserve valutarie sono elevate e il debito pubblico è contenuto. Le autorità ribadiscono l’impegno a mantenere il deficit fiscale al di sotto del 3% del PIL nel triennio 2025-2027 e a rispettare le regole specifiche su salari pubblici e pensioni. Per il 2025 si prevede una crescita del 2,1%, trainata da investimenti pubblici ridotti, minori afflussi di investimenti esteri diretti e consumi più deboli. La crescita dovrebbe tornare al 3% nel 2026, sostenuta da redditi familiari in aumento, condizioni creditizie favorevoli, nuove capacità esportative nel manifatturiero e una maggiore chiarezza sulla fornitura energetica legata alla NIS. L’inflazione dovrebbe registrare un moderato aumento nel 2026, mentre il deficit delle partite correnti potrebbe salire al 6% del PIL per poi ridursi gradualmente. Il FMI sottolinea che rischi al ribasso permangono, legati soprattutto al prolungamento delle incertezze su NIS e alla tensione politica interna, ma sono mitigati da robusti cuscinetti fiscali ed esterni. Il FMI accoglie con favore anche i progressi compiuti dalla Serbia in materia di trasparenza fiscale, tra cui la preparazione del primo rapporto sui costi fiscali delle agevolazioni tributarie, lo studio attuariale sul sistema pensionistico e la pubblicazione di dati aggiuntivi su risorse minerarie, imprese statali e finanze locali. Infine, pur riconoscendo i progressi nelle riforme del settore energetico, il FMI sottolinea la necessità di ulteriori sforzi per garantire la sostenibilità finanziaria e l’efficienza operativa delle imprese energetiche statali, nonché di dare priorità ai progetti più redditizi. Viene inoltre apprezzata la decisione di abolire entro febbraio le misure di controllo prezzi e margini, come annunciato. Per le imprese italiane, il contesto macroeconomico stabile e le riforme in atto nel settore energetico potrebbero rappresentare opportunità di collaborazione e investimento, in particolare nei comparti delle infrastrutture energetiche e della trasformazione industriale. (ICE BELGRADO)


Fonte notizia: biznis.rs