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13 Gennaio 2026

Romania

ROMANIA: IL 2026 SI PROFILA COME UN ANNO DECISIVO PER IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

Il 2026 si annuncia come un vero banco di prova per l’economia romena e, in particolare, per il settore delle costruzioni, uno dei comparti che negli ultimi anni ha sostenuto la crescita ma che oggi si trova al centro di una complessa equazione fatta di pressioni fiscali, costi di finanziamento elevati e incertezza normativa. Dopo un 2025 caratterizzato da una crescita economica modesta, stimata intorno all’1%, e da forti squilibri macroeconomici, il settore si prepara ad affrontare una fase di profonda trasformazione.Nel corso del 2025, la Romania è riuscita a evitare la recessione, ma al prezzo di un’inflazione vicina al 10%, del più alto deficit fiscale dell’UE e dei costi di finanziamento più elevati dell’Europa centro-orientale. In questo contesto, la liquidità è diventata una delle principali vulnerabilità per le imprese, comprese quelle attive nelle costruzioni, che incassano con difficoltà, sostengono costi finanziari alti e dipendono spesso da pochi grandi clienti o dai pagamenti dello Stato.L’eliminazione delle agevolazioni fiscali sui salari dei lavoratori del settore ha comportato un aumento significativo dei costi del personale, comprimendo ulteriormente i margini delle imprese. A questo si aggiunge una forte carenza di forza lavoro qualificata, dovuta all’emigrazione, all’invecchiamento della popolazione attiva e alla scarsa attrattività delle professioni edili. Molte aziende si trovano costrette a ricorrere a subcontracting, manodopera proveniente dall’estero o investimenti aggiuntivi in formazione, con impatti diretti sulla produttività, sui tempi di consegna e sulla competitività dei progetti.Il settore è stato inoltre tra i più colpiti dalle modifiche fiscali introdotte nel 2025. La reintroduzione dell’imposta sulle costruzioni, nota come “tassa sul pilastro”, calcolata sul valore netto degli edifici e delle infrastrutture, ha inciso direttamente sui flussi di cassa delle aziende, imponendo una pianificazione finanziaria più rigorosa. La digitalizzazione accelerata dell’amministrazione fiscale e l’intensificazione dei controlli hanno ulteriormente aumentato i costi di conformità, riducendo gli spazi di manovra per le imprese meno strutturate e accelerando un processo di selezione naturale tra le aziende.Nonostante le difficoltà, il comparto delle costruzioni continua a rappresentare uno dei principali motori dell’economia romena grazie agli investimenti pubblici sostenuti dai fondi europei e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). I cantieri rimangono attivi soprattutto nei segmenti delle infrastrutture stradali, ferroviarie ed energetiche, che costituiscono la spina dorsale dell’attività nel settore. Tuttavia, il ritmo di assorbimento dei fondi europei resta un fattore critico, con ritardi amministrativi e incertezze politiche che hanno già rallentato alcuni progetti e alimentano preoccupazioni per il 2026.Negli investimenti privati, l’approccio è diventato nettamente più prudente. L’aumento dei costi di finanziamento, insieme all’inasprimento fiscale e all’incremento dell’IVA nel settore residenziale, ha ridotto la capacità di acquisto delle famiglie e frenato la domanda di nuove abitazioni. Molti sviluppatori hanno rinviato o ridimensionato i nuovi progetti, mentre gli investitori si concentrano su iniziative selettive, con rendimenti chiari e rischi attentamente valutati. Anche i segmenti commerciale e logistico continuano a svilupparsi, ma con un livello di cautela superiore rispetto agli anni precedenti.Le prospettive per il 2026 indicano una crescita economica moderata, compresa tra l’1,5% e il 2%, mentre il volume dei lavori di costruzione potrebbe registrare un aumento massimo intorno al 7%, trainato quasi esclusivamente dalle grandi opere pubbliche. L’evoluzione del settore dipenderà in larga misura dalla stabilità del quadro fiscale e dalla capacità delle autorità di garantire un utilizzo efficiente e prevedibile dei fondi europei. In assenza di questi elementi, il rischio è quello di una stagnazione prolungata e di un’ulteriore contrazione del mercato.In questo scenario complesso, il mercato romeno delle costruzioni resta caratterizzato da opportunità significative, ma anche da rischi elevati. Le imprese che riusciranno a rafforzare la capitalizzazione, investire nella digitalizzazione e mantenere una rigorosa disciplina finanziaria saranno le meglio posizionate per affrontare le sfide del 2026 e consolidare la propria presenza in un contesto economico sempre più selettivo. (ICE BUCAREST)


Fonte notizia: https://www.agendaconstructiilor.ro/stiri/actualitatea-interna/