Romania
DELOITTE: IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI IN ROMANIA AFFRONTA IL 2026 CON RESILIENZA E INNOVAZIONE
Secondo l’ultimo rapporto Deloitte, il settore dell’ingegneria e delle costruzioni affronta nel 2026 un panorama complesso, caratterizzato da sfide significative ma anche da opportunità mirate. Nel 2025, l’industria ha registrato una crescita contenuta del valore aggiunto reale (+1% nel secondo trimestre), mentre la produzione complessiva ha subito una leggera contrazione (-0,6%). I costi complessivi per le costruzioni sono diminuiti di quasi il 3%, con cali marcati nei segmenti commerciale e industriale, a causa di inflazione persistente, tassi d’interesse elevati, tariffe commerciali incerte, carenza di forza lavoro qualificata, disfunzioni nelle catene di approvvigionamento e aumenti dei prezzi dei materiali.Nonostante queste criticità, emergono segnali di ottimismo: la domanda di centri dati legati all’intelligenza artificiale e gli investimenti in infrastrutture energetiche stanno sostenendo il settore, così come alcune nicchie legate a produzione avanzata, sanità e difesa. Per il 2026, le spese per strutture dovrebbero passare da un calo a una modesta crescita di circa l’1,8%, con i centri dati AI come principali driver di attività.Le aziende si concentrano sulla resilienza delle catene di approvvigionamento e sul controllo dei costi dei materiali, con strategie che includono scorte strategiche, diversificazione dei fornitori, approvvigionamento interno, outsourcing di funzioni di procurement e piattaforme digitali per acquisti predittivi. Anche i contratti si evolvono, con clausole di adeguamento dei prezzi per trasferire i costi aggiuntivi ai clienti.Il settore mostra inoltre una forte trasformazione digitale, con applicazioni di AI per pianificazione e scheduling, computer vision per sicurezza, BIM, digital twins, stampa 3D, IoT e manutenzione predittiva. Queste tecnologie mirano a ottimizzare capacità produttiva, costi e competitività, ma richiedono competenze digitali avanzate.Un’altra sfida cruciale resta la carenza di talenti: il settore avrà bisogno di circa 499.000 nuovi lavoratori nel 2026, rispetto ai 439.000 del 2025, mentre il 41% della forza lavoro andrà in pensione entro il 2031. Le imprese investono in automatizzazione, strumenti autonomi, AI per la pianificazione e formazione aumentata, per mitigare la scarsità di personale e sostenere la produttività.In sintesi, il 2026 si prospetta come un anno di sfide dinamiche e opportunità selettive. Le aziende che sapranno adattarsi, innovare e gestire agilmente finanza e risorse digitali potranno prosperare in un contesto di volatilità dei mercati, priorità in evoluzione e crescente pressione sui costi. (ICE BUCAREST)
Fonte notizia: Agenda Constructiilor news del 13 gennaio 2026
