Romania
BANCA MONDIALE RIVEDE AL RIBASSO LE PREVISIONI DI CRESCITA DELLA ROMANIA TRA SFIDE FISCALI PERSISTENTI
Secondo l’ultimo rapporto Global Economic Prospects pubblicato dalla Banca Mondiale, l’economia romena ha registrato nel 2025 una crescita dello 0,8%, ben al di sotto dell’1,3% previsto a giugno e del 2,1% stimato all’inizio dell’anno.Per il 2026, la crescita del PIL della Romania è ora prevista all’1,3%, in calo rispetto all’1,9% stimato a metà 2025 e al 2,6% indicato nelle previsioni di gennaio. Nel 2027 l’espansione economica dovrebbe migliorare fino all’1,9%, ma restare comunque inferiore al 2,5% precedentemente atteso dall’istituzione finanziaria internazionale.La Banca Mondiale segnala che, sebbene la crescita economica dell’Europa centrale sia prevista in miglioramento al 2,6% nel biennio 2026-2027, sostenuta da investimenti e maggiori fondi europei – in particolare in Polonia e Romania – le sfide fiscali continueranno a pesare, soprattutto nel caso romeno, dove il processo di consolidamento fiscale potrebbe frenare l’attività economica.A livello globale, la crescita del PIL mondiale è attesa al 2,6% nel 2026, in lieve calo rispetto al 2,7% del 2025, per poi risalire al 2,7% nel 2027. La Banca Mondiale evidenzia una revisione al rialzo delle stime rispetto a giugno, attribuibile in larga parte a una performance migliore del previsto degli Stati Uniti, nonostante le tensioni commerciali legate all’introduzione di nuovi dazi.Nel dettaglio, l’economia statunitense dovrebbe crescere del 2,2% nel 2026, rispetto al 2,1% del 2025, sostenuta da maggiori stimoli fiscali. Tuttavia, la Banca Mondiale avverte che, se le attuali tendenze dovessero persistere, il periodo 2020-2029 rischia di essere il decennio di crescita globale più debole dagli anni Sessanta, con conseguenze negative in termini di stagnazione economica e occupazione nei mercati emergenti e in via di sviluppo.Secondo l’economista capo della Banca Mondiale, Indermit Gill, l’economia globale sta diventando progressivamente meno capace di generare crescita ed è sempre più vulnerabile all’incertezza delle politiche economiche. La crescita dei Paesi emergenti e in via di sviluppo è prevista rallentare al 4% nel 2026, mentre la Cina dovrebbe registrare un’espansione del 4,4%, in lieve decelerazione rispetto al 2025.La Banca Mondiale conclude che i rischi per le prospettive economiche restano orientati al ribasso, a causa delle persistenti tensioni geopolitiche legate al conflitto in Ucraina, dell’inasprimento delle dispute commerciali, dell’inflazione ancora elevata e delle possibili tensioni sui mercati finanziari. (ICE BUCAREST)
Fonte notizia: business-review.eu
