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23 Gennaio 2026

Svizzera

WEF: SVIZZERA TROPPO "REATTIVA" NEI CONFRONTI DEGLI USA

La Confederazione non prende l'iniziativa nei negoziati sui dazi doganali con gli Stati Uniti, deplora il presidente della Camera di commercio svizzero-americana Rahul Sahgal puntando il dito contro una politica troppo reattiva.Berna sta agendo in modo attendista sull'accordo doganale che deve finalizzare entro la fine di marzo con Washington, dichiara Sahgal, intervistato da Keystone-ATS a margine dell'incontro annuale del Forum economico mondiale di Davos (GR). Il lobbista comunque riconosce che l'economia elvetica è 30 volte più piccola di quella statunitense.Il mercato americano è "inevitabile" per la Svizzera. "Non esiste alternativa agli Stati Uniti. L'Europa non cresce, la Germania è in stagnazione da sette anni, la Cina va male e l'India è troppo piccola per le esportazioni elvetiche. Gli Stati Uniti sono quindi l'unico grande mercato in crescita e rimarranno tali nel prossimo futuro". Se potessero, le aziende venderebbero altrove, assicura Sahgal. Ma le esportazioni verso l'America sono triplicate negli ultimi vent'anni.Il lobbista tutto sommato si dice comunque piuttosto fiducioso sul proseguimento dei negoziati tra Berna e Washington, nonostante la volatilità del presidente americano Donald Trump. "Ho parlato con il presidente della Confederazione Guy Parmelin dopo il suo incontro (con l'inquilino della Casa Bianca). E la mia impressione è stata piuttosto positiva".Il lobbista ritiene che l'Europa debba "svegliarsi" di fronte alle grandi potenze. "Dovremmo essere più forti sul piano geopolitico, economico e tecnologico, alla pari con gli Stati Uniti o la Cina". Ma oggi non è così.La burocrazia europea è, a suo avviso, uno dei maggiori ostacoli del continente. Dissuade le imprese dall'investire.Le tensioni geopolitiche, in particolare tra Europa e USA, sono state al centro delle discussioni che Sahgal ha avuto a Davos: un'instabilità che potrebbe avere conseguenze anche sul mercato elvetico. "Se ad esempio gli Stati Uniti entrassero in recessione, gli investimenti svizzeri diventerebbero meno attraenti". (ICE BERNA)


Fonte notizia: RSF