Argentina
ARGENTINA - IL GOVERNO HA DECRETATO UN NUOVO REGIME DI RITENUTE PER IL PETROLIO CONVENZIONALE
Con il decreto 59/2026, l'esecutivo ha aumentato il prezzo minimo per la riscossione dei diritti di esportazione nei giacimenti maturi. La misura mira a frenare il declino dell'attività in bacini storici come il Golfo San Jorge.Giovedì scorso il governo nazionale ha ufficializzato un nuovo regime di incentivi fiscali destinato specificamente alla produzione di petrolio convenzionale, con l'obiettivo di rivitalizzare l'attività nei giacimenti maturi che oggi devono affrontare uno scenario di esaurimento naturale e costi crescenti a fronte del boom di Vaca Muerta. La misura, annunciata nel novembre dello scorso anno, azzera le ritenute se il prezzo del barile scende al di sotto dei 65 dollari. Con il decreto 59/2026, pubblicato oggi nella Gazzetta Ufficiale con le firme del presidente Javier Milei, del capo di gabinetto Manuel Adorni e del ministro dell'Economia Luis Caputo, viene stabilito un nuovo regime di diritti di esportazione più flessibile per il greggio convenzionale.Ritenute zero fino a 65 dollari. La principale novità della normativa è l'aggiornamento dei valori “minimi” e “massimi” che determinano l'applicazione delle imposte sulle esportazioni, differenziandoli dal regime generale in vigore dal 2020 (Decreto 488/20).In base al nuovo sistema convenzionale:· Ritenute 0%: se il prezzo internazionale del barile (Brent) è pari o inferiore a 65 dollari (valore base), le esportazioni non saranno soggette a dazi.· Ritenute 8%: se il prezzo internazionale supera gli 80 dollari (valore di riferimento), si applicherà l'aliquota fissa dell'8%.· Schema mobile: se il prezzo oscilla tra 65 e 80 dollari, verrà applicata una formula variabile.Ciò rappresenta un miglioramento sostanziale rispetto al precedente schema, che attivava le ritenute a partire da 45 dollari al barile.“Invertire il declino strutturale”. Nelle considerazioni della misura, l'Esecutivo riconosce la “situazione complessa” che sta attraversando la produzione convenzionale a causa del “naturale grado di esaurimento dei giacimenti” e dell'aumento dei costi operativi.La misura arriva dopo una serie di accordi firmati tra il Ministero dell'Economia, la Camera delle Imprese Produttrici di Idrocarburi (CEPH) e le province petrolifere tradizionali - Chubut, Neuquén e Santa Cruz - che chiedevano strumenti per sostenere l'occupazione e gli investimenti nei loro bacini, che hanno perso importanza rispetto a quelli non convenzionali. “Gli sforzi provinciali e imprenditoriali richiedono il sostegno dello Stato nazionale attraverso l'adeguamento degli strumenti fiscali vigenti, in modo da migliorare la competitività del settore”, si legge nel testo ufficiale.Attuazione. Il Segretariato dell'Energia sarà incaricato di definire nei prossimi 60 giorni le norme complementari per l'applicazione di questo beneficio. Un punto chiave sarà il controllo: per calcolare l'imposta, si terrà conto della proporzione esatta di greggio convenzionale prodotto da ciascuna area di concessione, separandolo dalla produzione non convenzionale, se presente.La misura entrerà in vigore una volta emanate queste norme tecniche o scaduto il termine di due mesi previsto dal decreto. (ICE BUENOS AIRES)
Fonte notizia: www.mase.imneuquen.com 29/01/2026
