Uruguay
URUGUAY - DAL CAMPO AL LABORATORIO: LA STRATEGIA CHE STA CAMBIANDO L'AGRICOLTURA URUGUAIANA
L'agricoltura uruguaiana entra in una nuova fase, in cui la scienza applicata, i dati e l'innovazione fanno la differenza in termini di produttivitàIl Laboratorio Tecnologico dell'Uruguay (LATU) ha consolidato, nel corso di oltre sei decenni, un ruolo strategico all'interno dell'ecosistema agroindustriale del Paese. Fin dalla sua nascita, l'istituzione si è posizionata come partner chiave delle principali catene produttive, fornendo servizi di analisi, certificazione, metrologia, ricerca applicata e trasferimento tecnologico, con l'obiettivo di migliorare la qualità, promuovere l'innovazione e facilitare l'accesso a mercati sempre più esigenti.Oggi, questo ruolo è integrato con Latitud, la fondazione del LATU per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione (R&S&I), e Ingenio, l'incubatore di imprese tecnologiche con sede nel Parco dell'Innovazione del LATU. L'incubatore ha ospitato startup che, grazie alla tecnologia e alla conoscenza, aggiungono valore al settore agricolo, come Deep Agro, un'azienda che utilizza l'intelligenza artificiale per il riconoscimento delle erbacce in video per l'applicazione selettiva di erbicidi, o l'azienda Wisflow che consente l'automazione dell'irrigazione in modalità wireless.Queste organizzazioni insieme formano un ecosistema che collega scienza, tecnologia, imprese, startup e settore pubblico, con un focus sull'aggiunta di valore produttivo. Quattro filiere agroindustriali risultano particolarmente rilevanti in questa strategia: forestale, lattiero-casearia, cereali e oleaginose e risicola. In tutte queste filiere, il LATU e Latitud hanno approfondito il loro legame con il settore privato, sviluppando progetti che combinano innovazione tecnologica, certificazione e sostenibilità.Nella filiera forestale, il lavoro si concentra sullo sviluppo e la convalida di soluzioni di costruzione in legno, l'uso e la valorizzazione dei sottoprodotti e il miglioramento della durata, della protezione e delle prestazioni del materiale per i mercati internazionali. Dal punto di vista della bioeconomia, vengono promossi progetti legati alle bioraffinerie forestali e alla creazione di strumenti che consentano di prendere decisioni produttive con criteri di sostenibilità. In questo contesto, il LATU partecipa al Comitato tecnico consultivo per la sostenibilità del Consorzio I+D+i Forestal, fornendo metodologie per misurare gli impatti e valorizzare gli sforzi del settore nella conservazione della biodiversità. Inoltre, fornisce un supporto tecnico fondamentale per la produzione di pasta di cellulosa, garantendo la qualità delle esportazioni. Recentemente è stato installato nell'unità di Fray Bentos un raffinatore automatico di pasta di cellulosa. Questa attrezzatura consente di ottenere dati più vicini al comportamento reale della pasta nelle fasi successive della produzione, rendendo il LATU uno dei pochi laboratori al mondo ad offrire questo servizio e consentendo di eseguire localmente una procedura che prima doveva essere effettuata in Europa.Nel settore della filiera lattiero-casearia, le linee di lavoro puntano alla valutazione avanzata della qualità nutrizionale e funzionale del latte e dei suoi derivati. L'applicazione della metagenomica, della microbiologia avanzata e dell'analisi predittiva consente di migliorare i processi, controllare i difetti e sviluppare ingredienti funzionali e nutraceutici. Un esempio concreto è la caratterizzazione di componenti salutari, come la vitamina B12, e lo studio di come le variabili produttive e industriali incidono sul loro contenuto. Inoltre, il LATU certifica le esportazioni e gli standard internazionali e, insieme a Latitud, ha sviluppato un Manuale di buone pratiche per la certificazione dei caseifici artigianali, con cinque stabilimenti che hanno già completato il processo.Per la filiera dei cereali e delle oleaginose, l'attenzione è rivolta al miglioramento dell'analisi avanzata della qualità, della sicurezza e della funzionalità industriale, nonché alla digitalizzazione dei processi. In uno dei progetti di spicco, realizzato in collaborazione con URUPOV si sta automatizzando il rilevamento delle aree coltivate e l'identificazione delle colture, attraverso l'uso dell'intelligenza artificiale e l'analisi delle immagini satellitari, ottenendo maggiore rapidità e precisione. (ICE BUENOS AIRES)
Fonte notizia: EL OBSERVADOR 02/02/2026
