Romania
ROMANIA RIMANDA LA TRANSIZIONE ALL’EURO
Il governatore della Banca Nazionale di Romania (BNR), Mugur Isărescu, ha dichiarato che la transizione della Romania alla moneta unica europea (euro) non è imminente e potrebbe richiedere ancora almeno 5‑7 anni prima che il processo possa riprendere concretamente. Queste affermazioni seguono la sospensione delle discussioni ufficiali sul tema, iniziate nel 2018 e da allora interrotte per decisioni politiche e difficoltà nell'adeguarsi ai criteri economici richiesti per l’ingresso nel cosiddetto ERM II e nella zona euro.Isărescu ha ricordato che, nonostante la Romania abbia precedentemente soddisfatto i criteri di convergenza economica tra il 2013 e il 2015, la mancanza di un impegno politico continuo e la priorità data ad altre variabili fiscali hanno portato all’abbandono dei comitati tecnici che lavoravano alla preparazione della transizione, incluse le questioni operative come la distribuzione fisica delle banconote in euro.La Romania, membro dell’Unione Europea dal 2007, non ha ancora adottato l’euro e non è entrata nel Meccanismo Europeo di Cambio (ERM II), una tappa obbligatoria per stabilizzare la valuta nazionale e dimostrare la sostenibilità economica prima della transizione alla moneta unica.Secondo le valutazioni ufficiali, il mancato rispetto di alcuni criteri di Maastricht — come l’inflazione troppo elevata, deficit di bilancio oltre il limite dell’1–3 % e un debito pubblico in aumento — impedisce alla Romania di avanzare verso l’adozione dell’euro nel breve termine. Gli analisti sottolineano che, anche nelle precedenti pianificazioni strategiche, la Romania aveva fissato obiettivi target per l’ingresso nell’eurozona già posticipati più volte (ad esempio dal 2019 al 2029), ma tali scadenze realistiche si sono rivelate non raggiungibili senza un significativo riequilibrio fiscale e politico.La vicina Bulgaria, invece, ha adottato l’euro dal 1° gennaio 2026, avendo soddisfatto i requisiti economici e strutturali richiesti dall’Unione Europea, una fase che lascia solo sei dei 27 Stati membri — tra cui Romania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Svezia e Danimarca — fuori dalla zona euro nel prossimo futuro.In sintesi, l’adozione dell’euro in Romania resta un obiettivo a lungo termine, legato a progressi economici, disciplina fiscale e decisioni politiche stabili, e non è attesa nel breve o medio periodo, con una possibile futura ripresa delle discussioni e dei preparativi solo dopo il 2030. (ICE BUCAREST)
Fonte notizia: www.realitatea.net
