Giappone
IL GIAPPONE TESTERÀ UNA RETE PER BILANCIARE LA DOMANDA DI ENERGIA nei centri dati tra le diverse regioni del Paese
Questa primavera il Giappone avvierà una sperimentazione che collegherà i centri dati situati in diverse regioni tramite cavi in fibra ottica, per trasferire le esigenze di elaborazione dei dati verso aree con capacità di energia in eccesso.Distribuire il lavoro di elaborazione dai centri dati con minore disponibilità di energia verso quelli con maggiore capacità dovrebbe incrementare l'efficienza di tali strutture. Il Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni sta guidando l'iniziativa, con l'obiettivo di sviluppare le tecnologie necessarie per il progetto Watt-Bit Collaboration, che integrerà energia elettrica e comunicazioni. Si prevede il coinvolgimento delle compagnie elettriche, delle aziende di telecomunicazioni e degli operatori di "centri dati".La domanda e l'offerta di energia in Giappone sono disomogenee tra le regioni. L'isola meridionale di Kyushu, per esempio, grazie all'abbondante sviluppo di energia solare vede poche variazioni nella domanda anche quando l'alta offerta provoca una sospensione temporanea della generazione. In aree come quella di Tokyo, dove si trovano molti centri dati, invece, una fornitura di energia inadeguata può portare a disagi a fronte di una domanda elevata. Con la crescente diffusione dell'intelligenza artificiale, la domanda di energia aumenterà, rendendo ancora più cruciale l'efficienza delle infrastrutture energetiche e di comunicazione.Il progetto ha lo scopo di testare la capacità della nuova tecnologia di effettuare gli aggiustamenti necessari e l'integrazione in tempo reale tra la fornitura locale di energia e la domanda di elaborazione nei centri dati, rendendo possibile una elaborazione ottimale.Il Giappone sta iniziando a esaurire lo spazio per costruire grandi centri dati. Non solo lo spazio è limitato, ma il Paese manca ancora di infrastrutture sufficienti, tra cui le reti di trasmissione dell'energia e i cavi sottomarini. Collegare data center più piccoli e remoti tramite comunicazioni a bassa latenza dovrebbe permettere a questi data center di funzionare al pari di quelli più grandi. (ICE TOKYO)
Fonte notizia: NIKKEI ASIA REVIEW
