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13 Febbraio 2026

Argentina

ARGENTINA - VICUÑA ACCELERA: RADDOPPIA GLI INVESTIMENTI E PUNTA A PRODURRE RAME NEL 2030

La joint venture tra BHP e Lundin Minig prevede di investire circa 800 milioni di dollari a San Juan In cima alla cordigliera andina, a oltre 4.200 metri sul livello del mare, il distretto di Vicuña emerge come uno dei siti di produzione di rame più strategici del pianeta. La joint venture Vicuña Corp., composta al 50% dall'australiana BHP, la più grande società mineraria del mondo, e dalla canadese Lundin Mining, valuta di raddoppiare i propri investimenti in Argentina nel corso del 2026 fino a raggiungere circa 800 milioni di dollari. Questa cifra rappresenterebbe un aumento significativo rispetto ai quasi 400 milioni di dollari investiti nel 2025, come confermato a Reuters da Caterina Dzugala, direttrice della comunicazione dell'azienda, in dichiarazioni rilasciate durante una visita al campo Batidero, base operativa nella provincia di San Juan. Nel 2025, Vicuña ha stanziato 390-400 milioni di dollari per attività di pre-costruzione, esplorazione avanzata e studi integrati. Per il 2026, secondo fonti giornalistiche specializzate, la proiezione ufficiale punta a raddoppiare tale base e raggiungere i 790-800 milioni di dollari. L'azienda mantiene cautela riguardo al capex totale del distretto. Mentre Vicuña stima preliminarmente 5 miliardi di dollari, le autorità provinciali e gli analisti del settore parlano di cifre che potrebbero salire fino a 15 miliardi di dollari per lo sviluppo completo. La definizione precisa arriverà con la pubblicazione del Rapporto tecnico integrato, previsto per il primo trimestre del 2026. Questo documento unificherà i progressi di Filo del Sol e Josemaría in un unico piano operativo, ottimizzando infrastrutture, logistica e lavorazione. Il Distretto Vicuña comprende due giacimenti di livello mondiale: Josemaría e Filo del Sol, separati da appena 10-11 km al confine tra Argentina e Cile. Secondo la stima delle risorse minerarie annunciata da Lundin Mining nel maggio 2025, il complesso contiene 13 milioni di tonnellate metriche di rame misurato e indicato (M&I) e 25 milioni di tonnellate inferite. A ciò si aggiungono volumi rilevanti di oro e argento: i rapporti riportano fino a 32 milioni di once d'oro e 659 milioni di once d'argento in categorie combinate. L'Argentina non produce rame dalla chiusura di Alumbrera nel 2018. In un contesto di allerta mondiale per una possibile carenza di offerta, causata dalla massiccia elettrificazione e dalla transizione energetica, progetti come Vicuña risultano strategici. L'azienda ha già richiesto l'adesione al RIGI (Regime di incentivazione per i grandi investimenti), uno strumento lanciato dall'amministrazione di Javier Milei che garantisce stabilità giuridica, incentivi fiscali e prevedibilità dei cambi per le iniziative di esportazione su larga scala. Con oltre 1.000 persone attualmente impiegate e più di 300 fornitori locali coinvolti, Vicuña non solo promette di generare occupazione e sviluppo regionale a San Juan, ma anche di riposizionare l'Argentina come attore rilevante nella fornitura di rame, minerale fondamentale per cavi, batterie, veicoli elettrici ed energie rinnovabili. Il rapporto tecnico integrato atteso nelle prossime settimane sarà decisivo: definirà le riserve, le leggi, il layout dell'impianto e il calendario definitivo. Nel frattempo, il raddoppio dell'investimento nel 2026 conferma che Vicuña sta avanzando con determinazione verso il suo obiettivo di produzione per il 2030, in quello che potrebbe diventare il più grande investimento minerario privato nella storia recente dell'Argentina. (ICE BUENOS AIRES)


Fonte notizia: www.mase.imneuquen.com 13/02/2026