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16 Febbraio 2026

Romania

ROMANIA: PROGRESSI E CRITICITÀ NEL SISTEMA ANTIFRODE PER IL RECOVERY FUND

La Romania ha istituito un quadro antifrode piuttosto articolato per il Meccanismo di Ripresa e Resilienza (MRR), con procedure in larga parte allineate a quelle adottate per i fondi strutturali dell’UE. Tuttavia, secondo Lucian Romașcanu, membro della Corte dei Conti europea, permangono alcune criticità, in particolare nei tempi delle valutazioni del rischio, nell’uso sistematico dell’analisi dei dati e nel monitoraggio delle informazioni caricate nel sistema Arachne.Le osservazioni seguono la pubblicazione di un audit della Corte che ha esaminato l’efficacia dei sistemi antifrode predisposti dalla Commissione europea e da quattro Stati membri – Danimarca, Spagna, Italia e Romania – per proteggere gli interessi finanziari dell’UE nell’ambito del MRR.In Romania, l’organismo di coordinamento (CIC PNRR) svolge un ruolo centrale nella definizione e nell’attuazione delle misure antifrode: fornisce linee guida, stabilisce obblighi per gli enti attuatori, supervisiona le autovalutazioni del rischio e ha introdotto checklist specifiche, soprattutto per gli appalti pubblici. Dopo gli audit della Commissione, diverse procedure sono state aggiornate, inclusi i modelli di valutazione del rischio, i canali di whistleblowing e i codici etici. Secondo Romașcanu, questi interventi dimostrano l’impatto positivo dei controlli europei, anche se in alcuni casi le correzioni sono arrivate in ritardo.La Romania è stata selezionata per l’audit sulla base di vari indicatori di rischio, tra cui il numero di casi seguiti dalla Procura europea (EPPO), l’entità dei fondi ricevuti e il volume dei pagamenti effettuati fino a luglio 2024.Sul piano operativo, gli enti attuatori applicano controlli amministrativi periodici e verifiche basate sul rischio, coprendo le principali aree esposte a frode. Sono attivi canali di segnalazione, anche anonima, considerati una buona pratica a livello europeo.Restano però alcune debolezze nell’utilizzo dello strumento informatico Arachne per l’analisi dei dati: fino a maggio 2025 la Romania aveva caricato circa 8.000 progetti, un numero inferiore rispetto ad altri Stati membri, e non dispone ancora di un quadro completo dei dati inseriti, limitando così l’efficacia dei controlli automatizzati.Il rapporto della Corte evidenzia inoltre una criticità strutturale del sistema: gli Stati membri devono recuperare i fondi utilizzati in modo fraudolento dai beneficiari finali, ma non sono obbligati a restituirli al bilancio dell’UE. Secondo gli auditor, ciò riduce il livello di tutela effettiva delle finanze europee.In sintesi, la Romania ha costruito un sistema antifrode strutturato e in miglioramento, ma deve rafforzare l’uso degli strumenti digitali e garantire interventi più tempestivi per assicurare una protezione piena ed efficace dei fondi del Recovery. (ICE BUCAREST)


Fonte notizia: https://agerpres.ro/economic/2026/02/12/