Argentina
LA CINA, I MINERALI CRITICI E UN’OPPORTUNITÀ STRATEGICA PER L’ARGENTINA
(Sergio Spadone, presidente della Camera di Commercio Argentina-Cina) L'autore sostiene che l'Argentina dispone delle risorse e la Cina della scala industriale e della capacità tecnologica. Come integrarsi nelle catene del valore? La Cina sta attraversando una fase di profonda trasformazione economica. Sebbene i suoi tassi di crescita non siano più quelli dei due decenni precedenti, il Paese ha consolidato un modello basato sull'innovazione tecnologica, la sofisticazione industriale, la transizione energetica e la sicurezza strategica delle forniture. In questo contesto, l'industria mineraria occupa un posto centrale nella sua pianificazione a lungo termine. Per comprendere la portata del fenomeno, basta un dato: la Cina consuma circa il 40% del rame raffinato mondiale, nonostante disponga solo del 4% circa delle riserve globali. Questo divario strutturale tra consumo e disponibilità di risorse proprie spiega la logica della sua politica internazionale in materia di minerali. La Cina non è solo un grande consumatore: è l'attore dominante nella lavorazione globale dei minerali critici. Concentra circa il 70% della raffinazione mondiale di minerali strategici, controlla tra il 60% e il 70% della lavorazione di litio e cobalto, circa il 40% del rame raffinato e praticamente il 100% della lavorazione della grafite naturale, materia prima essenziale per le batterie. Nella produzione di componenti chiave per le batterie, la sua quota supera l'85% della capacità globale e in alcuni segmenti, come gli anodi, raggiunge il 95%. Questa leadership industriale rende i minerali critici una questione geoeconomica centrale. La transizione energetica, con l'espansione dei veicoli elettrici, delle energie rinnovabili e delle reti elettriche intelligenti, sta moltiplicando la domanda di rame, litio, nichel, cobalto e terre rare. Le proiezioni internazionali indicano che la domanda di questi minerali potrebbe raddoppiare o addirittura triplicare entro il 2040.In questo scenario, l'Argentina occupa una posizione strategica. Il Paese fa parte del cosiddetto “triangolo del litio” e possiede alcuni dei salar più competitivi al mondo. A ciò si aggiunge un enorme potenziale di rame ancora in fase di sviluppo, soprattutto in province con una forte tradizione mineraria come San Juan.La Cina consuma il 40% del rame raffinato mondiale e l'attività mineraria occupa un posto centrale nella sua pianificazione.Il mercato globale dei minerali critici è altamente competitivo e concentrato: nel 2024, i tre principali paesi produttori concentravano circa l'86% della produzione mondiale di minerali come rame, litio, nichel e terre rare. In questo contesto, l'Argentina ha una storica finestra di opportunità, ma anche la sfida di consolidare le condizioni strutturali che consentano di attrarre investimenti sostenibili.La Cina apporta non solo capitali, ma anche tecnologia di lavorazione, integrazione verticale industriale, esperienza nell'automazione e leadership nelle energie rinnovabili. È il maggiore produttore mondiale di impianti solari, eolici e di sistemi di accumulo energetico, il che apre concrete opportunità per avanzare verso un'attività mineraria più efficiente e con un minore impatto ambientale.C'è anche interesse ad analizzare processi a maggior valore aggiunto, come l'industrializzazione del litio. L'integrazione nelle catene globali non si ottiene solo con le risorse naturali, ma con una pianificazione strategica e politiche coerenti.Se l'Argentina riuscirà a offrire stabilità, regole chiare e una visione del Paese sostenibile nel tempo, potrà diventare un partner strategico non solo finanziario ma anche industriale. In questo contesto, l'estrazione mineraria non è un dibattito settoriale: è una politica di Stato legata al posizionamento internazionale dell'Argentina. I minerali critici sono oggi ciò che il petrolio era nel XX secolo: un fattore di potere economico e geopolitico. L'opportunità è aperta. Il mondo ha bisogno di rame per l'elettrificazione, litio per lo stoccaggio di energia e tecnologia per la decarbonizzazione. L'Argentina ha le risorse. La Cina ha la scala industriale e la capacità tecnologica.La sfida è costruire un'alleanza intelligente, equilibrata e sostenibile che consenta di trasformare le risorse naturali in sviluppo. (ICE BUENOS AIRES)
Fonte notizia: www.editorialrn.com.ar 16/02/2026
