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ARGENTINA - ENI E IL MERCATO MONDIALE DEL GNL: COSA PREVEDE L’AZIENDA DOPO L’ACCORDO CON YPF A VACA MUERTA
La compagnia petrolifera italiana prevede un mercato stabile fino al 2026 e considera l'Argentina un elemento chiave della sua strategia globale.Con una presenza consolidata in oltre 60 paesi e una posizione di rilievo nel settore del gas naturale liquefatto, ENI si è affermata come uno degli attori più influenti del mercato energetico globale. Il suo potere finanziario, tecnologico e commerciale spiega il suo crescente interesse per progetti su scala internazionale.In questo contesto, la firma dell'accordo di sviluppo congiunto (JDA) con YPF e XRG rappresenta una mossa strategica per potenziare il progetto Argentina LNG e posizionare Vaca Muerta come fornitore affidabile a lungo termine.L'accordo mira ad accelerare il percorso verso la decisione finale di investimento e a consolidare una piattaforma di esportazione di gas dall'Argentina verso i principali centri di consumo. L'incorporazione formale di XRG rafforza la struttura finanziaria e operativa del progetto.Secondo quanto spiegato da Horacio Marín, presidente e CEO di YPF, l'arrivo di partner di livello mondiale mira a migliorare la competitività dell'impresa rispetto ad altri poli esportatori di GNL.Dal punto di vista di ENI, Vaca Muerta offre una combinazione interessante di riserve, costi e stabilità geologica. La roccia madre appare come un complemento chiave per un portafoglio globale che cerca di diversificare i rischi e garantire l'approvvigionamento proprio. Un mercato in equilibrio fino al 2026.Secondo le dichiarazioni rilasciate a Reuters, il direttore del portafoglio globale di gas e GNL di ENI, Cristian Signoretto, ha definito il mercato del GNL verso il 2026 come “finemente equilibrato”.Il dirigente ha sottolineato che i bassi livelli di stoccaggio in Europa e la ripresa della domanda asiatica lasciano poco margine di manovra di fronte a eventi climatici estremi. Un'ondata di freddo o di caldo potrebbe mettere rapidamente sotto pressione l'offerta disponibile. In questo contesto, ENI prevede che la Cina e altri paesi asiatici aumenteranno il loro consumo se i prezzi rimarranno più moderati. Allo stesso tempo, la necessità europea di ricostituire le scorte continuerà a sostenere la domanda nel breve termine. Per il periodo 2027-2028, la società prevede una maggiore disponibilità di GNL a livello globale, anche se avverte che i ritardi nei progetti potrebbero alterare questo scenario. La volatilità rimane un fattore centrale nella pianificazione. Nell'ambito della sua strategia aziendale, ENI punta ad avere 20 milioni di tonnellate all'anno di GNL contrattate tra il 2029 e il 2030. L'azienda dà la priorità all'approvvigionamento dai propri sviluppi in Africa, Asia e Mediterraneo orientale, che rappresentano tra il 60% e il 70% del suo portafoglio. Il resto è completato da contratti con terzi. In questo schema, l'Argentina appare come una fonte aggiuntiva di approvvigionamento flessibile, con il potenziale per integrarsi nel portafoglio globale dell'azienda. Europa, Stati Uniti e nuove scoperte in Africa Il mercato europeo rimane un asse centrale per ENI. Dopo la riduzione del gas russo, la regione ha aumentato notevolmente la sua dipendenza dal GNL statunitense, spinta dai costi logistici più bassi. Secondo Signoretto, questa dinamica risponde alle fondamenta del mercato e alle distanze di trasporto più brevi. Sotto l'amministrazione del presidente Donald Trump, gli Stati Uniti hanno rafforzato la loro strategia di “dominio energetico”, approfondendo il loro ruolo di fornitori. I dati della società di consulenza Kpler indicano che nel 2025 l'Unione Europea ha importato circa 60 milioni di tonnellate di GNL dagli Stati Uniti, quasi quattro volte di più rispetto al 2021. Parallelamente, ENI continua ad ampliare la propria base di risorse proprie. (ICE BUENOS AIRES)
Fonte notizia: www.mase.imneuquen.com 16/02/2026
