Paraguay
PARAGUAY - UNA SOCIETÀ STATUNITENSE HA PRESENTATO UN PROGETTO PER UN DATA CENTER CON UN INVESTIMENTO DI 1 MILIARDO DI DOLLARI
Si aggiungono nuovi progetti industriali nel distretto di Yguazú. La società statunitense Padrat Holding si insedierà nel comune con un investimento previsto di 1 miliardo di dollari per un data center di ultima generazione, secondo quanto comunicato dal Comune di Yguazú.La questione è stata discussa in una riunione tenutasi presso la sede comunale, tra i dirigenti dell'azienda statunitense e le autorità del comune, durante la quale è stata presentata la proposta di investimento. Il sindaco Mauro Kawano ha parlato di una collaborazione con il governo nazionale, per trasformare Yguazú in un punto di riferimento tecnologico a livello mondiale. Ciò, tenendo conto che sono già stati presentati altri progetti di investimento nel comune, oltre a quelli già in funzione. Secondo quanto annunciato, il progetto statunitense si distingue per tre pilastri fondamentali. Uno è l’eccellenza operativa, poiché “utilizzerà la tecnologia Tier IV, la certificazione internazionale più esigente che garantisce una disponibilità del 99,995%, posizionando il Paraguay sulla mappa delle infrastrutture critiche globali”. L'altro aspetto è l'impatto socioeconomico, poiché l'investimento complessivo supera il miliardo di dollari: «si prevede la creazione di 700 posti di lavoro diretti e indiretti, si darà impulso all'economia locale e si attireranno figure professionali qualificate». Un altro punto di forza è la sostenibilità. I dirigenti hanno spiegato durante la riunione che «il complesso da 100 MW di capacità rispetterà rigorosi protocolli di mitigazione ambientale, garantendo uno sviluppo rispettoso delle risorse naturali della zona». L'amministrazione comunale ha sottolineato che l'arrivo del consorzio per lo sviluppo del progetto non rappresenta solo una crescita economica, ma il consolidamento di Yguazú come “hub tecnologico” in grado di ospitare le industrie più avanzate. (ICE BUENOS AIRES)
Fonte notizia: LA NACION 22/03/2026
