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1 Aprile 2026

Austria

AUSTRIA: FUSIONE BOREALIS - BOROUGE

Il 31 marzo il Sultano di Abu Dhabi, Al Jaber, ha annunciato la nascita del gigante petrolchimico Borouge Group International (BIG), che diventerà anche la più grande azienda austriaca ed il quarto produttore al mondo di poliolefine in grado di tenere testa a Cina ed USA. Borouge International nasce dalla fusione di Borouge e Borealis, a cui seguirà l’acquisizione della canadese Nova Chemicals. Borealis è una grande azienda chimica internazionale con sede a Vienna controllata per il 75 percento dalla società energetica austriaca OMV e per il 25 percento dalla Abu Dhabi National OilCompany (ADNOC) mentre Borouge è una società petrolchimica fondata nel 1998 quale joint venture tra ADNOC (54 percento) e Borealis stessa (36 percento). Il nuovo gruppo avrà sede legale e fiscale a Vienna ed una sede regionale ad Abu Dhabi. Una volta completati i progetti di espansione la nuova entità potrà contare su una capacità produttiva globale di 13,6 milioni di tonnellate annue. Per arrivare a una piena integrazione finanziaria occorrerà ancora un anno. Nel 2027 è infatti prevista la conversione delle azioni di Borouge in quelle di Borouge Group International, concontestuale aumento di capitale. Nel consiglio di sorveglianza siederanno due ex amministratori delegati di OMV, segnatamente Alfred Stern (che detiene l’incarico dal 2021 e lo lascerà il prossimo agosto) e Rainer Seele. Da parte sua Stern ha commentato: “La nostra visione di un leader mondiale nella produzione del polietilene diventa realtà. La conclusione della transazione costituisce un passo importante per OMV. Il nuovo campione delle poliolefine si affermerà a livello mondiale con prodotti innovativi, una posizione vantaggiosa nelle materie prime, prossimità ai clienti e una robusta struttura patrimoniale. La nascita di Borouge International crea una nuova società di livello mondiale, con sede nel cuore dell’Europa e produzione su tre continenti. Sarà all’avanguardia nello sviluppo di soluzioni rinnovabili e per l’economia circolare”.  (ICE VIENNA)


Fonte notizia: Die Presse, 1 aprile 2026