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1 Aprile 2026

Francia

TESSILE-ABBIGLIAMENTO: EXPORT 2025 IN FRENATA A 37 MILIARDI (-1,6%)

Lieve flessione per le esportazioni del tessile-abbigliamento italiano nel 2025. L'export ha toccato quota 36,9 miliardi, in calo dell'1,6%. Leggero incremento per l'import che raggiunge i 26,5 miliardi con un incremento del 2,4% e segnalando un riequilibrio degli scambi, oltre a una maggiore penetrazione dei prodotti esteri nel mercato. A sostenere l'export italiano sono ancora una volta i mercati storici, con la Francia che si conferma primo partner commerciale con 4,7 miliardi di euro (+0,7%). Seguono la Germania con uno stabile 3,6 miliardi e gli Stati Uniti con 2,9 miliardi (+0,8%). "Il 2025 mostra una tenuta dei nostri mercati di riferimento, in Europa e negli Stati Uniti, ma anche una preoccupante crescita delle importazioni, soprattutto dall’Asia in particolare relative all’ultra fast-fashion", afferma il Presidente di Confindustria Moda, Luca Sburlati. "È un segnale chiaro di pressione competitiva che impone di rafforzare la presenza internazionale e sostenere la filiera con politiche adeguate in particolare nuovi accordi di libero scambio come quelli con il Mercosur, l’Australia e, con misure di tutela , con l’India". Situazione più critica sui mercati asiatici dove l'export ha subito un netto calo: -11,9% in Cina, -16,3% per la Corea del Sud e -6,6% per Hong Kong. Un andamento che riflette un rallentamento della domanda globale dei segmenti legati al lusso. Sul fronte opposto, le importazioni mostrano una crescita trainata soprattutto dai Paesi extra-Ue. La Cina si conferma primo fornitore con 4,6 miliardi di euro (+8,0%), seguita da una serie di Paesi asiatici in forte espansione, come Bangladesh (+5,8%), India (+3,9%), Vietnam (+24,0%) e Cambogia (+26,0%), che registrano gli incrementi più marcati. Una dinamica che evidenzia un rafforzamento delle catene produttive internazionali a basso costo e una pressione crescente sulla competitività della filiera italiana. Resta positivo il saldo commerciale del settore, anche se in contrazione. In questo scenario, Confindustria Moda ribadisce la necessità di interventi urgenti a sostegno della competitività del settore, dal costo dell’energia agli strumenti per l’internazionalizzazione, regole certe su 5.0 ed iperammortamento per preservare il ruolo centrale del Tessile-Abbigliamento italiano sui mercati globali ed il suo contributo al pil del nostro Paese. (ICE PARIGI)


Fonte notizia: YP FashionNetwork Italia - 01.04.2026