Bulgaria
IL RUOLO DELL’ELETTROINDUSTRIA NELL’ECONOMIA BULGARA
L’elettroindustria rappresenta uno dei settori con il maggiore contributo all’export della Bulgaria, confermandosi un pilastro della manifattura nazionale. Nel 2025, le esportazioni del comparto hanno raggiunto un valore di circa 4,5 miliardi di euro, pari a circa l’11% delle esportazioni complessive dell’industria manifatturiera del Paese. Questo risultato è stato conseguito nonostante un lieve calo del 4,6% rispetto al 2024, segno di una fase di rallentamento ma anche di una certa resilienza strutturale del settore. La composizione dell’export evidenzia una forte specializzazione in prodotti ad alto contenuto tecnico e industriale. Tra le principali categorie esportate figurano: quadri elettrici componenti per apparecchiature con tensione superiore a 1.000 V circuiti integrati elettronici trasformatori frigoriferi batterie e accumulatori cablaggi per l’industria automobilistica scaldabagni I Paesi dell’Unione Europea restano il principale mercato di sbocco per la produzione bulgara, assorbendo circa il 71% dell’export del settore. Tra i singoli Stati membri, la Germania occupa una posizione dominante con il 23% delle esportazioni, seguita da Romania (6,4%), Italia (6,2%) e Repubblica Ceca (6,1%). Questo conferma il forte legame dell’elettroindustria bulgara con le catene del valore industriali europee, in particolare quelle tedesche e dell’Europa centrale. Nonostante l’importanza strategica del settore, nel periodo recente si osserva una diminuzione della produzione interna, che colpisce in modo più marcato le imprese orientate all’industria automobilistica, fortemente dipendenti dall’andamento del mercato europeo dell’auto e dalle ristrutturazioni delle supply chain. Tra i problemi strutturali più significativi emerge il fatto che oltre il 60% delle gare d’appalto nel settore elettrotecnico viene vinto da imprese extra‑UE, riducendo le opportunità per i produttori europei e bulgari. A questo si aggiunge il peso elevato delle tasse sui prodotti, che rappresentano un forte svantaggio competitivo per le aziende nazionali. Per alcuni prodotti, tali oneri raggiungono il 7–10% del costo di produzione, mentre nel caso dei pannelli fotovoltaici, diventati particolarmente diffusi negli ultimi anni, possono salire fino al 12–15%. Anche le batterie sono soggette a costi rilevanti, nell’ordine del 7–8% del costo di produzione. La competitività dell’elettroindustria bulgara dipende quindi da una combinazione di misure economiche, industriali e regolamentari, soprattutto in un contesto di forte concorrenza internazionale. Le imprese bulgare ed europee si trovano infatti a competere con produttori di Paesi come Cina, India e Turchia, che sussidiano massicciamente le proprie industrie, alterando le condizioni di mercato e ponendo le aziende europee in una posizione di svantaggio strutturale. In questo scenario, il rafforzamento della competitività del settore richiede interventi coordinati, tra cui una politica industriale più incisiva a livello nazionale ed europeo, una revisione del sistema delle tasse sui prodotti e misure di tutela della produzione interna, al fine di preservare il ruolo strategico dell’elettroindustria nel modello di crescita e di esportazione della Bulgaria. (ICE SOFIA)
Fonte notizia: Money.bg
