Bulgaria
PREVISIONI ECONOMICHE DELLA BANCA NAZIONALE BULGARA (BNB)
La Banca Nazionale Bulgara (BNB) prevede un rafforzamento delle pressioni inflazionistiche in Bulgaria nei prossimi anni, con un’accelerazione dell’inflazione annua fino al 4% entro la fine del 2026. Nel dettaglio, l’inflazione media annua è stimata al 3,7% nel 2025 e dovrebbe stabilizzarsi intorno al 3,2% nel biennio successivo, indicando una tendenza strutturalmente più elevata rispetto agli anni precedenti. Sul fronte della crescita economica, lo scenario di base elaborato dalla BNB prevede un graduale rallentamento del PIL reale, che passerà dal 3% nel 2026 al 2,8% entro il 2028, riflettendo un contesto economico meno dinamico ma ancora positivo. Considerata l’elevata incertezza geopolitica ed economica, la BNB ha sviluppato due scenari avversi per valutare potenziali shock sui prezzi e sulle catene di approvvigionamento. Nello scenario più negativo, legato a interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, l’inflazione potrebbe superare significativamente le previsioni di base: fino a +3,4 punti percentuali nel 2027 e +2,3 punti percentuali nel 2028. Questo aggravamento deriverebbe principalmente dai forti aumenti dei prezzi dei carburanti, già riscontrati sui mercati internazionali nel mese di marzo e destinati a trasferirsi rapidamente sui prezzi al dettaglio in Bulgaria attraverso effetti indiretti e secondari. L’analisi dell’andamento economico nel 2025 evidenzia che la crescita è stata sostenuta soprattutto dal consumo privato, mentre il contributo delle esportazioni nette è risultato negativo, a causa di fattori specifici dell’economia bulgara. Il mercato del lavoro continua a rappresentare un elemento di forte pressione inflazionistica. La disoccupazione ha raggiunto un minimo storico del 3,5%, mentre l’occupazione ha registrato il più alto tasso di crescita dal 2008. La persistente carenza di manodopera genera una pressione costante al rialzo sui salari, alimentando ulteriormente l’inflazione. Infine, sebbene nel febbraio 2026 si sia osservato un rallentamento temporaneo dell’inflazione al 2,1%, la BNB lo interpreta come un fenomeno transitorio dovuto a effetti di base e al calo dei prezzi dei carburanti a inizio anno. La successiva impennata del prezzo del petrolio greggio nel mese di marzo, legata al nuovo contesto geopolitico, è però destinata ad aumentare i costi dei trasporti e dei beni nei mesi successivi, mettendo seriamente in discussione la possibilità di una riduzione duratura dei prezzi al consumo nel breve periodo. (ICE SOFIA)
Fonte notizia: Econ.bg
