Israele
IL CAMBIO DI PARADIGMA DELLA "STARTUP NATION": LO SVILUPPO SI SPOSTA ALL'ESTERO
Un cambiamento silenzioso ma profondo si sta determinando nell'industria tecnologica israeliana: il passaggio della ricerca e sviluppo (R&D) fuori dai confini nazionali. Per decenni, mentre il marketing era negli USA, il cuore tecnologico restava in Israele; tuttavia, due anni e mezzo di guerra hanno incrinato questa certezza. La carenza di personale dovuta ai richiami dei riservisti, i ritardi nei lanci (come per Wix) e la chiusura degli uffici per minacce di sicurezza hanno spinto molte aziende a delocalizzare i team in India, Portogallo o Stati Uniti. I costi locali sono aumentati del 10-15% a causa del rafforzamento dello shekel, rendendo hub come il Canada o l'Europa centrale economicamente più vantaggiosi. Molte nuove startup, come Artemis, nascono direttamente a New York, stabilendo una presenza in Israele solo in una fase successiva. Nel 2024, le aziende tech israeliane hanno assunto 5.000 sviluppatori all'estero, mentre l'occupazione domestica è calata del 6% nella prima metà del 2025. Sebbene i colossi come Google e Nvidia continuino a investire, per le startup la distribuzione del rischio geografico è diventata una necessità pragmatica per garantire continuità ai clienti globali. (ICE TEL AVIV)
Fonte notizia: CTECH by Calcalist
