Francia
GUERRA MEDIO ORIENTE SPINGE INFLAZIONE ALIMENTARE IN EUROPA
La guerra in Medio Oriente sta provocando un forte aumento dei costi lungo tutta la filiera agroalimentare, con effetti diretti sui prezzi al consumo. Secondo l’associazione UFC-Que Choisir, l’inflazione alimentare potrebbe raggiungere tra il 4% e il 5% nei prossimi mesi, con un aumento progressivo sugli scaffali. Il blocco dello stretto di Hormuz e l’impennata dei prezzi energetici stanno facendo esplodere i costi di trasporto e produzione, che le imprese non riescono più ad assorbire. Tra i settori più colpiti figurano i prodotti lattiero-caseari: la raccolta e distribuzione frequente del latte, unita all’aumento del prezzo del carburante (+45%), incide pesantemente sui costi. Anche gli imballaggi subiscono rincari significativi, con il polistirene e il polipropilene in forte crescita, influenzando direttamente il prezzo finale. Situazione analoga per il comparto della salumeria, caratterizzato da margini molto ridotti (inferiori al 2%). Qui, i costi di energia, trasporto e packaging rappresentano una quota rilevante e rendono inevitabili aumenti dei prezzi, anche se la grande distribuzione potrebbe assorbire parte dell’impatto. Particolarmente vulnerabili sono i prodotti freschi, come frutta e verdura, i cui prezzi variano quotidianamente. Secondo gli operatori del settore, si prevedono aumenti tra il 10% e il 15%, dovuti al rincaro di trasporti, fertilizzanti e materie prime. La forte dipendenza dalle importazioni potrebbe inoltre favorire le produzioni locali. Infine, l’inflazione potrebbe estendersi ad altri prodotti, inclusi surgelati, conserve e beni non alimentari, come cosmetici e prodotti per l’igiene, anch’essi legati ai costi energetici e delle materie prime. (ICE PARIGI)
Fonte notizia: CD - Les Echios 23/04/2026
