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UE, PIANO DELLA COMMISSIONE PER CONTENERE L’IMPATTO ENERGETICO DELLA CRISI IN MEDIO ORIENTE
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha illustrato un pacchetto di misure per fronteggiare l’impatto economico della crisi in Medio Oriente, in particolare della chiusura dello Stretto di Hormuz, sull’approvvigionamento energetico e sui prezzi nell’Unione europea. La dichiarazione ha fatto seguito a un dibattito di orientamento tenuto dal Collegio dei Commissari e ha anticipato il confronto tra i Capi di Stato e di Governo riunitisi al Consiglio europeo informale di Cipro del 23–24 aprile 2026, dove il tema dei costi energetici è stato al centro dell’agenda.Dall’inizio dell’ultima escalation del conflitto in Medio Oriente, la spesa dell’UE per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro in 44 giorni, e le stime più recenti della Commissione indicano un aggravio complessivo di circa 24 miliardi di euro per l’energia importata, senza un incremento corrispondente dei volumi fisici. Il piano della Commissione, presentato in vista e a margine del vertice informale di Nicosia, mira a rafforzare il coordinamento tra Stati membri nella risposta ai rincari, riprendendo l’esperienza maturata durante la crisi energetica del 2022 e la creazione della piattaforma comune per gli acquisti di gas.Tra le misure immediate, la Commissione propone linee guida comuni sugli schemi di sostegno al reddito per famiglie e settori vulnerabili e ha avviato un dialogo con gli Stati membri su una maggiore flessibilità, seppur temporanea e mirata, delle regole sugli aiuti di Stato, al fine di consentire interventi di supporto nei comparti più esposti all’aumento dei costi energetici. Un altro elemento essenziale del piano è la riduzione della domanda tramite strumenti di efficienza energetica, quali la riqualificazione degli edifici e il rinnovo delle apparecchiature industriali, in linea con il principio secondo cui l’energia meno costosa è quella non consumata.Sul piano strutturale, la Commissione ribadisce che la crisi evidenzia il costo dell’elevata dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili e conferma la strategia di decarbonizzazione come leva per accedere a energia prodotta nell’UE, più stabile e meno esposta alla volatilità dei mercati internazionali. Secondo i dati più recenti, rinnovabili e nucleare rappresentano oltre il 70% della generazione elettrica complessiva dell’UE, mentre le sole fonti rinnovabili (escluso il nucleare) hanno raggiunto quasi il 50% della produzione di elettricità nel 2024, trainate soprattutto dall’espansione di eolico e solare.La presidente ha infine richiamato la necessità di accelerare gli investimenti nelle infrastrutture energetiche, invitando gli Stati membri a utilizzare appieno i fondi UE disponibili, in particolare i Fondi di Coesione e gli altri strumenti dedicati alla transizione verde, per potenziare le reti, i sistemi di accumulo e la capacità di stoccaggio. L’obiettivo è migliorare l’integrazione nel sistema elettrico dell’energia rinnovabile prodotta, che oggi risulta in parte ancora non pienamente utilizzata, e attenuare nel medio periodo l’impatto dei costi energetici su cittadini e imprese.Fonte: The Brussels Times (ICE BRUXELLES)
Fonte notizia: The Brussels Times
