Francia
MERCATO DELL'ARREDAMENTO: BILANCIO 2025 E PROSPETTIVE PER IL 2026
Il mercato francese dell'arredamento chiude il 2025 con un calo dell'1,8%, attestandosi su un giro d'affari complessivo di 13,6 miliardi di euro. Nonostante una perdita stimata in 250 milioni di euro, i dati presentati dall'IPEA (Institut de la Maison) e dalle principali associazioni di categoria delineano un quadro tutt'altro che drammatico. Il ritmo di decrescita, infatti, ha subito un drastico rallentamento rispetto al preoccupante -5,1% registrato nel 2024. Il valore complessivo del settore si mantiene saldamente al di sopra dei livelli pre-pandemici del 2019, confermando che l'attuale flessione fa parte del fisiologico andamento ciclico "a dente di sega" tipico di questo comparto.Entrando nel dettaglio delle singole categorie merceologiche, il comparto dei mobili da cucina si erge a unico vero motore trainante dell'anno. Con un incoraggiante incremento del 2%, questo segmento ha raggiunto un valore di 3,8 miliardi di euro, conquistando il 27,6% delle quote di mercato. Si tratta di una vera e propria rivincita rispetto all'anno precedente.Meno brillanti, ma comunque in tenuta, si dimostrano i settori degli imbottiti, come divani e poltrone, che limitano i danni con un calo dell'1,8%, e della biancheria da letto, che scende del 2,7%. A chiudere la classifica troviamo invece i mobili da bagno, in flessione del 3%, l'arredamento da giardino con un -3,8% e, fanalino di coda inaspettato, l'arredamento generale. Quest'ultimo, pur rimanendo leader per quota di mercato con il suo 32%, ha subito la contrazione più severa, perdendo il 4% e fermandosi a 4,3 miliardi di euro.L'analisi dei canali di distribuzione rivela una geografia delle vendite in trasformazione. I rivenditori specializzati in cucine, bagni e salotti rappresentano l'unica nota positiva del 2025, mettendo a segno una crescita dell'1,6% e generando un fatturato di 3,5 miliardi di euro.Il resto del panorama commerciale si muove in territorio negativo. La grande distribuzione specializzata nel bricolage e i canali non specializzati arginano le perdite al -2,6%, mentre i grandi rivenditori di mobili registrano un -2,7%, pur mantenendo l'assoluta leadership del mercato con ben 5,2 miliardi di fatturato. Faticano maggiormente il commercio elettronico, in discesa del 3,4%, e i rivenditori di mobili di fascia medio-alta, che con un calo del 3,8% si posizionano in fondo alla classifica annuale, segnando un netto passo indietro rispetto ai fasti del passato.Il contesto macroeconomico offre tuttavia diversi appigli per confidare in una imminente stabilizzazione. Il controllo dell'inflazione ha permesso di salvaguardare il potere d'acquisto delle famiglie francesi. A questo si aggiunge un vitale risveglio del mercato immobiliare dell'usato, che ha visto le transazioni crescere dell'11% dopo tre anni di buio, supportato da una progressiva diminuzione dei tassi sui mutui. Un segnale inequivocabile di ripresa arriva inoltre dall'andamento dell'ultima parte dell'anno: tra luglio e novembre il mercato ha inanellato cinque mesi consecutivi di crescita, un traguardo che non si vedeva dalla fine del 2022.Nonostante queste premesse favorevoli e il perdurante attaccamento dei francesi alla cura della propria casa, l'anno da poco iniziato non sarà privo di insidie. Le tensioni geopolitiche continuano a pesare sulla fiducia dei consumatori, imponendo scelte di spesa oculate, mentre si fa sempre più pressante l'avanzata dei discount e delle piattaforme asiatiche a basso costo. Il 2026 si delinea quindi come un necessario periodo di transizione, un anno destinato a mantenere volumi piatti secondo le stime degli analisti, ma fondamentale per gettare le basi di una futura e più solida ripresa economica del settore. (ICE PARIGI)
Fonte notizia: FL – courrierdumeuble.fr aprile 2026
