Australia
IL BUDGET FEDERALE AUSTRALIANO 2026-27: RIFLESSI SU ALCUNI SETTORI CHIAVE
Il Budget Federale Australiano 2026-27 si configura come una manovra di profonda ricalibrazione, orientata alla resilienza economica, all'incremento della produttività e alla sicurezza delle catene di approvvigionamento in un contesto globale incerto. Di seguito alcuni aggiornamento su settori di potenziale interesse per le aziende italiane. Nel comparto delle grandi opere, si registra un forte allontanamento dalle gare d'appalto a "prezzo fisso" (Design and Construct), considerate ormai impraticabili e rischiose a causa della volatilità dei costi di materie prime e manodopera. Il mercato degli appalti predilige ora modelli collaborativi "ad alleanza" che ripartiscono i rischi, premiando i grandi contractor internazionali capaci di garantire affidabilità ed efficienza esecutiva tramite l'industrializzazione dei cantieri (un ambito che vede già protagonisti di successo grandi gruppi italiani come Webuild). Il Budget evidenzia inoltre un focus primario sulla gestione delle risorse idriche, stanziando 21,1 milioni di dollari australiani per riforme istituzionali mirate a modernizzare le reti e sbloccare lo sviluppo residenziale, offrendo chiare opportunità per i fornitori di tecnologie avanzate per il trattamento e la desalinizzazione. Sotto l'insegna della "sovranità energetica", l'esecutivo rialloca le priorità. I fondi per i grandi impianti a idrogeno verde (programma Hydrogen Headstart Round 2) sono stati ottimizzati a 1 miliardo di dollari per focalizzarsi sui progetti più strategici. Contestualmente, emergono nuovi incentivi immediati: il Budget lancia il Cleaner Fuels Program da 1,1 miliardi di dollari australiani per supportare la produzione locale di carburanti liquidi a basse emissioni, essenziali per la decarbonizzazione del settore aereo e marittimo. Di assoluto rilievo per i fondi e le imprese energetiche italiane è l'introduzione di una nuova agevolazione fiscale temporanea: gli investitori esteri beneficeranno di una riduzione del 50% sulla Capital Gains Tax (l'imposta sulle plusvalenze) derivante dalla cessione di asset infrastrutturali nel settore delle energie rinnovabili. Questa vantaggiosa "finestra" resterà in vigore rigorosamente fino al 30 giugno 2030, incentivando l'accelerazione degli investimenti a breve termine. Il settore estrattivo subisce una trasformazione da puro mercato delle materie prime a pilastro della sicurezza nazionale con la creazione della Critical Minerals Strategic Reserve, dotata di un fondo iniziale di 1 miliardo di dollari. Operativa dalla seconda metà del 2026, la Riserva permetterà allo Stato di intervenire attivamente nello stoccaggio di minerali fondamentali (come antimonio, gallio e terre rare) per l'alta tecnologia. A ciò si affianca la colossale spesa per la difesa, con 35,6 miliardi di dollari previsti nel decennio per ammodernare le forze armate e finanziare le mastodontiche infrastrutture per la cantieristica navale sottomarina (tra cui il polo di Henderson) previste dal patto AUKUS. Questo scenario richiederà uno sforzo massiccio da parte dell'intera catena di subfornitura tecnologica ed elettronica, dove le eccellenze italiane vantano standard di livello mondiale. A fronte degli incentivi per l'innovazione (come la stabilizzazione dell'ammortamento istantaneo fino a 20.000 dollari per le piccole imprese) , il Budget inasprisce strutturalmente il regime fiscale per gli investitori non residenti. Viene notevolmente ampliata la definizione di "proprietà reale" soggetta a tassazione sulle plusvalenze (CGT), includendo ora esplicitamente infrastrutture di rete e beni connessi al territorio. Tale modifica avrà un'applicazione retroattiva estesa fino a transazioni effettuate nel dicembre 2006, imponendo alle filiali locali di multinazionali italiane la necessità di condurre scrupolose due diligence fiscali sulle operazioni storiche di fusione e acquisizione. (ICE SYDNEY)
Fonte notizia: THE CONVERSATION et al.
