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14 Maggio 2026

Australia

L'ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO EU-AUSTRALIA E RIFLESSI PER LE AZIENDE ITALIANE

L’accordo di libero scambio tra UE e Australia rappresenta uno strumento strategico per rafforzare la sicurezza economica, la resilienza delle catene di approvvigionamento e la diversificazione commerciale dell’UE in un contesto geopolitico sempre più complesso. L’intesa punta inoltre a consolidare i rapporti con un partner affidabile e politicamente affine nell’area indo-pacifica. L’Australia è una delle economie sviluppate a più rapida crescita, con un PIL di circa 1,7 trilioni di euro e classificata come quattordicesima economia mondiale. Le esportazioni italiane verso il mercato australiano superano i 7 miliardi di euro, di cui circa 5,4 miliardi in beni e 1,7 miliardi in servizi. Il commercio con l’Australia sostiene inoltre oltre 54.000 posti di lavoro legati all’export italiano ed europeo. L’accordo, che potrebbe entrare in vigore entro i prossimi 24 mesi, viene considerato particolarmente vantaggioso per le piccole e medie imprese italiane, che costituiscono la maggioranza degli esportatori europei. Oggi quasi 15.000 aziende italiane esportano in Australia, ma il numero potrebbe crescere grazie alla riduzione delle barriere commerciali. L’eliminazione dei dazi sulla maggior parte dei prodotti ridurrà i costi di esportazione e migliorerà la competitività delle imprese italiane, mentre la semplificazione delle procedure doganali e delle regole di origine diminuirà gli oneri amministrativi, soprattutto per le PMI. Anche i flussi di investimento europei verso l’Australia potrebbero aumentare di oltre l’87%. L’intesa prevede inoltre facilitazioni per la mobilità dei professionisti altamente qualificati, agevolando la prestazione di servizi e gli investimenti reciproci. Questo aspetto è particolarmente rilevante poiché i servizi rappresentano una quota significativa delle esportazioni europee. Per i prodotti industriali, l’Italia esporta già in Australia merci per oltre 5,3 miliardi di euro l’anno. La rimozione dei dazi australiani consentirebbe alle imprese europee di risparmiare complessivamente circa un miliardo di euro annuo in diritti doganali e potrebbe determinare un aumento fino al 33% delle esportazioni europee di beni verso il mercato australiano. I principali comparti italiani interessati sono macchinari e apparecchiature meccaniche, prodotti farmaceutici e apparecchiature elettriche. Nel settore agroalimentare, l’Italia esporta in Australia prodotti per circa 891 milioni di euro annui. L’accordo dovrebbe ampliare ulteriormente le opportunità di export grazie all’eliminazione dei dazi e alla tutela delle Indicazioni Geografiche europee. Sono previste protezioni per 231 bevande europee e 165 Indicazioni Geografiche alimentari dell’UE. Per il vino saranno tutelate tutte le IG europee, comprese oltre 1.600 denominazioni, con circa 50 nuove aggiunte. Per il Prosecco è stata negoziata una soluzione specifica che prevede una graduale eliminazione delle esportazioni verso mercati terzi nell’arco di dieci anni. Parallelamente, l’accordo introduce meccanismi di tutela per gli agricoltori europei. Le esportazioni australiane verso l’UE di prodotti agricoli sensibili, come carne bovina, carne ovina, riso e latticini, saranno soggette a limiti quantitativi e, in alcuni casi, a condizioni di sostenibilità. L’UE potrà inoltre applicare misure di salvaguardia rafforzate in caso di aumento significativo delle importazioni. Resta inoltre fermo il principio secondo cui nessun prodotto agroalimentare australiano potrà entrare nel mercato europeo senza rispettare gli elevati standard sanitari e di sicurezza dell’UE. Un altro pilastro dell’accordo riguarda le materie prime critiche, essenziali per la transizione energetica e digitale. L’Europa dipende fortemente dalle importazioni di tali materiali e vede nell’Australia un fornitore affidabile di risorse strategiche come alluminio, litio e manganese. L’accordo ridurrà o eliminerà i dazi sia sulle materie prime critiche sia sui prodotti derivati, rafforzando l’accesso europeo a queste risorse. Sul fronte della sostenibilità, l’intesa include impegni vincolanti relativi all’Accordo di Parigi sul clima e agli standard fondamentali del lavoro, oltre a disposizioni sulla parità di genere nel commercio e sulla riforma dei sussidi ai combustibili fossili. È inoltre prevista la liberalizzazione degli scambi per diversi beni e servizi “green”, collegati alle energie rinnovabili, ai componenti per pannelli solari, alle torri eoliche e ai prodotti ad alta efficienza energetica. (ICE SYDNEY)


Fonte notizia: European Commission