Arabia Saudita
RIYADH VALUTA UNA SVOLTA NELLA SICUREZZA REGIONALE DEL DOPOGUERRA
L'Arabia Saudita sembra aver concluso che l'ombrello di sicurezza statunitense non sia più sufficiente a garantire la stabilità del Golfo nel dopoguerra, spingendo il Regno a perseguire una propria strategia diplomatica autonoma. Secondo indiscrezioni diplomatiche, Riyadh avrebbe proposto un patto di non aggressione in Medio Oriente che includa l'Iran, ispirato agli Accordi di Helsinki del 1975. Questa mossa riflette la presa d'atto che la strategia della deterrenza e dei conflitti per procura guidata dagli Stati Uniti non è più sostenibile, soprattutto considerando che l'Iran, nonostante i danni subiti dall'operazione Epic Fury, ha mantenuto quasi intatto il proprio arsenale missilistico. L'obiettivo del patto non è la risoluzione definitiva delle storiche rivalità, bensì la gestione del rischio e il contenimento dell'escalation attraverso regole di condotta condivise, rendendo il comportamento di Teheran più prevedibile. Questo approccio segna un netto allontanamento dalla linea di massimo contrasto pre-2023, proseguendo nel solco del riavvicinamento mediato dalla Cina e della comune appartenenza ai BRICS. Tuttavia, la proposta evidenzia anche una spaccatura nel Golfo: gli Emirati Arabi Uniti, forti di una stretta coordinazione difensiva con Israele, difficilmente si uniranno all'iniziativa. Al di là dell'effettiva firma del patto, Riyadh sta usando questa mossa per inviare un chiaro segnale geopolitico a Washington e Tel Aviv, resettando al contempo i rapporti con Teheran. Fonte notizia:MEED https://www.meed.com/riyadh-mulls-post-war-regional-security-shift (ICE RIYADH)
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