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18 Maggio 2026

Paesi Bassi - Belgio - Lussemburgo

DIRETTIVA UE SULLA TRASPARENZA RETRIBUTIVA, SCETTICISMO NEI PAESI BASSI

Nei Paesi Bassi l’introduzione della nuova Direttiva UE sulla trasparenza salariale incontra unacerta resistenza da parte dei lavoratori, che guardano con freddezza alle novità in arrivo daBruxelles. Un’indagine realizzata dalla piattaforma HR e payroll Deel, condotta su 1.100 dipendentiolandesi, evidenzia infatti come la maggioranza degli intervistati si senta a disagio all’idea direndere più visibili e condivisibili le informazioni sul proprio stipendio all’interno del luogo dilavoro. Parlare apertamente di retribuzione con i colleghi continua a essere percepito come unargomento sensibile e, in molti casi, come un vero e proprio tabù.La Direttiva europea, che dovrà essere pienamente applicata entro metà 2026, mira a rendere piùtrasparente il quadro retributivo nelle imprese e a fornire ai lavoratori strumenti concreti perverificare se il proprio salario sia in linea con quello di chi svolge mansioni equivalenti. Il governoolandese, tuttavia, ha scelto di prendersi più tempo per adeguare l’ordinamento nazionale, fissandoal 1° gennaio 2027 la data di avvio delle nuove disposizioni. Ciò significa che aziende e datori dilavoro avranno un margine ulteriore per riorganizzare sistemi di HR, contratti e politiche interne,ma dovranno comunque rispettare gli obiettivi fissati a livello comunitario in tema di paritàretributiva e non discriminazione.Sul piano sostanziale, la normativa europea punta in particolare a ridurre il persistente divariosalariale di genere e a colpire altre forme di disparità retributiva, soprattutto a svantaggio dilavoratori stranieri e persone con disabilità. Nei Paesi Bassi, le ultime rilevazioni mostrano come ledonne continuino a percepire in media una paga oraria sensibilmente inferiore rispetto agli uomini,nonostante un mercato del lavoro evoluto e un’elevata partecipazione femminile. La trasparenzaviene quindi interpretata dalle istituzioni europee come leva indispensabile per riportare alla lucesquilibri altrimenti difficilmente individuabili e per favorire interventi correttivi mirati.Le nuove regole avranno un impatto significativo anche sulle procedure di selezione del personale. Idatori di lavoro dovranno fornire indicazioni chiare sulla retribuzione sin dalle prime fasi delprocesso di candidatura, ad esempio inserendo negli annunci una fascia salariale o rinviando inmodo esplicito al contratto collettivo applicato. Questo approccio contrasta con la prassi tuttoradiffusa sul mercato olandese, dove molte offerte di lavoro riportano solo formulazioni generichecome “stipendio competitivo” o “retribuzione in linea con il mercato” e, in numerosi casi, omettonodel tutto i riferimenti economici.Per il tessuto imprenditoriale olandese, inclusa la presenza italiana nel Paese, l’adeguamento allaDirettiva comporterà un ripensamento complessivo della gestione del tema retribuzioni: dallaraccolta e analisi dei dati interni fino alla loro comunicazione ai dipendenti e ai candidati. Leaziende saranno chiamate non solo a modificare procedure e documentazione, ma anche a investirein iniziative di sensibilizzazione e dialogo interno per accompagnare il cambiamento culturale chela normativa sottende. In un contesto in cui una parte consistente dei lavoratori esprime ancoradiffidenza verso la piena trasparenza, la capacità di gestire questo passaggio in modo graduale estrutturato potrà rivelarsi decisiva per prevenire conflitti, malintesi e potenziali contenziosi. (ICE BRUXELLES)


Fonte notizia: NL Times