Uruguay
L'INDUSTRIA AUDIOVISIVA URUGUAIANA: UN SETTORE CHE GENERA INVESTIMENTI, OCCUPAZIONE E VALORIZZA L'IMMAGINE DEL PAESE
La visita del presidente Yamandú Orsi sul set di Il futuro è nostro, la serie internazionale di Netflix interpretata da Enzo Vogrincic e girata a Montevideo, ha riportato in primo piano una domanda fondamentale: quale sia il peso reale dell'industria audiovisiva nell'economia uruguaiana. I dati immediati sono impressionanti. La produzione di Netflix comporta un investimento stimato di 8 milioni di dollari, 15 location e circa 4.000 posti di lavoro diretti e indiretti. Ma la sua importanza va oltre il caso specifico. Funziona come una cartolina di una trasformazione più profonda: l’audiovisivo uruguaiano ha smesso di essere visto solo come espressione culturale e ha iniziato a consolidarsi come industria creativa, esportatrice di servizi, generatrice di occupazione e strumento di immagine del Paese. La frase utilizzata da Orsi sui social network — “puntare sull’industria audiovisiva significa costruire il Paese” — riassume una visione che sta guadagnando spazio nelle politiche pubbliche. Una produzione internazionale non si limita ad assumere attori, tecnici e registi. Mette in moto anche i settori dei trasporti, dell’ospitalità, del catering, della sicurezza, della costruzione di set, del noleggio di attrezzature, dei permessi, delle location, dei costumi, del trucco, della post-produzione, della comunicazione, dei servizi legali e della logistica. Questa capacità di ricaduta economica è uno dei motivi per cui il settore ha acquisito rilevanza strategica. Il settore audiovisivo coniuga cultura, tecnologia, servizi, occupazione qualificata ed esportazioni. Inoltre, genera una visibilità internazionale difficile da misurare con i parametri tradizionali: ogni produzione girata in Uruguay mette in luce anche le location, il talento, le competenze tecniche e il contesto istituzionale. L'ultima rilevazione ufficiale completa disponibile del Conto Satellite della Cultura evidenziava già l'importanza del settore. Il settore audiovisivo risultava essere il complesso culturale di maggiore peso economico, con un contributo stimato di 310 milioni di dollari, un valore aggiunto lordo di 134 milioni di dollari e una quota compresa tra lo 0,44% e lo 0,49% del PIL, secondo le diverse presentazioni ufficiali del periodo. Era anche il settore culturale con il maggior numero di posti di lavoro rilevati, con 5.286 occupati. (ICE BUENOS AIRES)
Fonte notizia: UY PRESS 30/05/2026
