Svizzera
AZIENDE SPAZIALI SVIZZERE SPERANO IN UNA SPINTA GRAZIE A SPACEX
Con la possibile quotazione in borsa di SpaceX, prevista per venerdì, l’attenzione globale torna a concentrarsi sull’industria spaziale. Meno noto è che anche in Svizzera, negli ultimi decenni, si è sviluppato un ecosistema dinamico di aziende attive nel settore.Quando si parla di spazio privato, il pensiero va subito a gruppi statunitensi come SpaceX di Elon Musk o Blue Origin di Jeff Bezos. Attorno a questi pionieri è cresciuta una nuova generazione di imprese, favorita in particolare dai razzi riutilizzabili di SpaceX, che hanno ridotto drasticamente i costi di accesso all’orbita. Quello che un tempo era un ambito riservato a governi e grandi multinazionali si sta aprendo anche a piccole e medie imprese.Il settore spaziale, tuttavia, non si limita a razzi e satelliti. Si distingue di norma tra attività upstream, cioè infrastrutture e tecnologie lanciate nello spazio, e downstream, ossia applicazioni basate sui dati spaziali, come GPS, meteorologia, osservazione della Terra e gestione dei rischi.La Svizzera ha una lunga tradizione in questo comparto. Nel 1975 è stata tra i paesi fondatori dell’Agenzia spaziale europea. L’azienda elvetica più nota è Beyond Gravity, ex Ruag Space, che produce tra l’altro componenti per i razzi vettori europei Ariane. Accanto a essa operano fornitori specializzati come Maxon, attiva nei propulsori, e Apco, presente anche nel settore satellitare.Negli ultimi anni, però, la spinta più interessante è arrivata dalle start-up. Grazie alla ricerca condotta presso ETH Zurigo ed EPFL, sono nate numerose imprese concentrate soprattutto nell’area zurighese e nella regione del Lemano. Secondo lo Swiss Space Ecosystem Report 2024, dalla metà degli anni 2010 il numero di nuove aziende spaziali in Svizzera è cresciuto sensibilmente: dalle cinque-dieci fondazioni annue degli anni Novanta e Duemila si è passati a quasi venti.Uno dei punti di forza svizzeri resta l’hardware. DPhi Space, ad esempio, lavora allo sviluppo di centri di calcolo nello spazio. ClearSpace ha invece ottenuto crescente visibilità grazie alle sue tecnologie per la rimozione dei detriti spaziali. Importante è anche il segmento dell’analisi dei dati: Reor20 sviluppa previsioni sulle inondazioni, mentre Correntics applica dati climatici e spaziali alla gestione delle catene di approvvigionamento.Tra le realtà più avanzate figura Swissto12, nata nel 2011 dall’EPFL. L’azienda produce componenti ad alta frequenza, antenne e sistemi satellitari completi, sfruttando tecnologie di stampa 3D, e ha ormai costruito una rete internazionale solida.Il principale limite del settore svizzero resta però la scarsa visibilità. Secondo Nanja Strecker, responsabile dell’incubatore ESA BIC Switzerland, molte competenze esistono già, ma faticano a entrare nel dibattito pubblico. L’eventuale sbarco in borsa di SpaceX potrebbe aumentare l’attrattiva dell’intero comparto, dando impulso anche all’industria elvetica, osserva Fredy Hasenmaile, capo economista di Raiffeisen.Le sfide restano significative. Nonostante il calo dei costi di lancio, lo spazio richiede capitali elevati, lunghi tempi di ricerca e forte capacità di investimento. In Europa, e in particolare in Svizzera, la cultura del venture capital è meno sviluppata rispetto agli Stati Uniti. Inoltre, Washington sostiene da oltre un decennio il settore spaziale privato in modo mirato, mentre l’Europa procede più lentamente.Per Strecker, la lentezza burocratica delle istituzioni europee rappresenta uno svantaggio competitivo. Alcuni segnali positivi arrivano da paesi come Francia e Germania, che stanno aumentando gli investimenti nel settore, non solo in ambito difensivo. In Svizzera manca però ancora una visione strategica condivisa e un coordinamento sufficiente. Senza questi elementi, l’industria spaziale elvetica rischia di restare promettente, ma meno visibile e meno competitiva di quanto potrebbe essere. (ICE BERNA)
Fonte notizia: awp/ats
