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1 Luglio 2026

Francia

LA FRANCIA APPROVA LA LEGGE CONTRO IL FAST-FASHION

Lunedì 29 giugno il parlamento francese ha approvato definitivamente la proposta di legge volta a ridurre l'impatto ambientale dell'industria tessile nel paese. Presentato inizialmente dalla deputata Anne-Cécile Violland e da diversi suoi colleghi, il testo ha superato l’ultima fase legislativa a seguito di un accordo di compromesso in seno alla commissione mista paritetica, aprendo la strada a un nuovo quadro normativo per gli operatori del mercato nazionale. Il processo legislativo di questo provvedimento ha richiesto numerosi mesi di trattative. Adottata in prima lettura dall’assemblea nazionale il 14 marzo 2024, la proposta è stata successivamente esaminata dalla commissione per la pianificazione territoriale e lo sviluppo sostenibile del Senato il 19 marzo 2025, la quale ha riorientato il testo per concentrarsi in particolare sugli operatori del settore della moda ultra-express (o ultra fast fashion), trainato dai colossi cinesi Shein e Temu. La Camera alta ha infine approvato il testo all’unanimità in prima lettura martedì 10 giugno dello stesso anno. Da parte sua, il governo ha dovuto successivamente adempiere agli obblighi comunitari notificando tale iniziativa alla Commissione europea nel corso del mese di giugno 2025. A sua volta, l’esecutivo europeo aveva trasmesso a Parigi un parere circostanziato e riservato in merito al testo notificato il 30 settembre successivo. Ci sono volute pressioni intense da parte delle federazioni francesi del commercio, del tessile, dell’abbigliamento e di molti altri settori affinché il governo, a lungo silenzioso sull’argomento, convocasse finalmente una commissione mista paritetica. Composta da sette deputati e sette senatori, la commissione aveva il compito di appianare le eventuali divergenze residue. Questi decisori sono riusciti a siglare un accordo di compromesso mercoledì 17 giugno 2026. Come prevedibile, i parlamentari hanno approvato tale consenso e adottato definitivamente la proposta di legge lunedì 29 giugno. Il settore industriale è ora in attesa dell’esecutivo, poiché la legge dovrà essere promulgata entro un termine massimo di 15 giorni dal presidente della Repubblica; l’unica incognita risiede in un eventuale ricorso al Consiglio costituzionale in merito a questo testo. "Il nostro Paese apre una nuova strada", ha dichiarato con soddisfazione il ministro delegato alla transizione ecologica Mathieu Lefèvre, apprezzando l’equilibrio di un testo che non "farà sentire in colpa il consumatore" e preserverà anche "l’occupazione francese". Nella sua versione definitiva, la riforma prende di mira la "moda ultra-express", definita da due criteri cumulativi: l’ampiezza dell’assortimento, ovvero i volumi di capi di abbigliamento immessi sul mercato, e l’incentivo alla riparazione (un coefficiente tra il prezzo del prodotto e il costo della sua riparazione). L’obiettivo è quello di prendere di mira le grandi piattaforme asiatiche (come Shein e Temu), risparmiando al contempo le imprese europee e francesi (come Zara o Kiabi). La sinistra ha criticato questo ambito di applicazione ristretto, e gran parte dei suoi esponenti si è astenuta durante le votazioni in entrambe le Camere. "Sotto la pressione delle lobby, l’ambizione iniziale del testo è stata notevolmente ridimensionata", ha affermato il deputato Charles Fournier (gruppo ecologista). Eppure "Zara, H&M, Primark e Uniqlo non sono diventati modelli di moda sostenibile", ha affermato. Un emendamento del governo adottato dall’Assemblea nazionale ha rafforzato tali sanzioni, che potranno arrivare fino a 20 euro per capo nel 2030. Il limite massimo rimane comunque fissato al 50% del prezzo al netto delle imposte del prodotto. Una parte di tali sanzioni sarà destinata alle infrastrutture di raccolta e riciclaggio. Inoltre, il testo prevede che le aziende del settore dell’ultra fast fashion pubblichino sui propri siti messaggi che incoraggino in particolare "alla sobrietà, al riutilizzo e alla riparazione". Soprattutto, vieta la pubblicità di questi marchi, anche tramite influencer. "Era necessario disporre di un testo che venisse approvato molto rapidamente e che fosse operativo", ha sottolineato da parte sua la relatrice per il settore tessile Anne-Cécile Violland. "Non ho problemi ad ammettere che, in una prima fase, si sta intervenendo con grande determinazione contro Shein, e questo è il primo passo", ha aggiunto all’Afp, pur dichiarando di "comprendere" la delusione di alcuni. (ICE PARIGI)


Fonte notizia: YP FashionNetwork Italia - 01.07.2026