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ARGENTINA - MERCURIA INTENDE RAFFORZARE, INSIEME A PHOENIX, LA PROPRIA POSIZIONE A VACA MUERTA CON UN PROGETTO RIGI DA 6 MILIARDI DI DOLLARI
MERCURIA INTENDE RAFFORZARE, INSIEME A PHOENIX, LA PROPRIAPOSIZIONE A VACA MUERTA CON UN PROGETTO RIGI DA 6 MILIARDI DIDOLLARI E UN NUOVO HUB PETROLIFEROPablo Bizzotto ha anticipato che la società sta mettendo a punto gli ultimi dettagli per presentare,entro questo mese, un progetto nell’ambito del RIGI, e ha preannunciato lo sviluppo di un secondohub petrolifero nei prossimi tre o quattro anni, oltre a valutare opportunità nel settore del gasnaturale.L’amministratore delegato di Phoenix Global Energy, Pablo Bizzotto, ha annunciato che nelleprossime settimane la società presenterà un progetto nell’ambito del Regime di Incentivi per iGrandi Investimenti (RIGI) per un importo di 6 miliardi di dollari. Ha inoltre anticipato che, sullascia dell’interesse manifestato dal gruppo Mercuria, azionista di controllo della compagniapetrolifera, intende procedere al consolidamento di un nuovo hub petrolifero a Vaca Muerta, senzaescludere un eventuale interesse nel settore del gas naturale liquefatto.Il piano di investimento sarà destinato allo sviluppo non convenzionale dei blocchi Mata Mora eConfluencia, quest’ultimo situato nella provincia di Río Negro, aree che hanno registrato rendimentie livelli di produttività superiori a quelli originariamente previsti dall’operatore. «Nelle prossimesettimane presenteremo l’adesione al RIGI di queste due aree; stiamo già completando gli ultimiadeguamenti dei documenti e delle formalità necessarie, ma credo che entro questo mesepresenteremo il progetto, che prevede un investimento di circa 6 miliardi di dollari», ha confermatoBizzotto.Phoenix opera oggi con un volume di produzione compreso tra i 25.000 e i 26.000 barili al giornodi petrolio e un organico di 120 dipendenti. L’obiettivo operativo a breve termine prevede di piùche raddoppiare tale volume nel polo di Río Negro. «Il nostro obiettivo nei prossimi due anni èraggiungere i 60.000 barili al giorno nello sviluppo di Mata Mora e Confluencia, che rappresenta ilprimo giacimento di Vaca Muerta nel Río Negro a produrre petrolio di ottima qualità. Disponiamodi una riserva di circa 500 pozzi orizzontali da perforare nei prossimi anni in quel polo», haprecisato Bizzotto.L’operazione le ha trasferito il controllo della raffineria di Dock Sud, dei terminali logistici, degliaeroporti e di una rete di circa 900 stazioni di servizio con il marchio Shell. Con questa piattaformaintegrata, unita alla sua divisione globale di trading di greggio, gas naturale e derivati, la holdingpunta a coordinare l’estrazione non convenzionale con la capacità di raffinazione, distribuzionelocale ed esportazione.Per quanto riguarda i costi e l’efficienza delle operazioni a Vaca Muerta, il dirigente ha sottolineatoche il bacino di Neuquén deve mantenere valori competitivi indipendentemente dalle fluttuazionidel prezzo internazionale. “Nonostante gli attuali prezzi elevati, non dobbiamo lasciarci abbagliare:qual è il vero obiettivo di Vaca Muerta? In media, dobbiamo essere redditizi anche al di sotto dei 60dollari al barile”."Non dobbiamo concentrarci solo sui pozzi migliori, dove il punto di pareggio può attestarsi a 25 o30 dollari. La realtà attuale non deve abbagliarci e farci perdere di vista l’obiettivo, e a volte noto uncerto rilassamento perché non riusciamo ad affrontare queste ottimizzazioni con urgenza di fronte auna realtà caratterizzata da un prezzo del greggio più basso», ha avvertito Bizzotto.Costi e infrastrutture a Vaca MuertaHa inoltre confrontato la struttura locale con quella di altri mercati: «I costi unitari in Argentinarimangono ancora piuttosto elevati rispetto agli Stati Uniti. C’è una questione di macroeconomia,rischio paese e finanziamenti che sta migliorando, quindi ciò dovrebbe consentire una riduzione deicosti di perforazione e fratturazione, che sono quelli con il maggiore impatto». Per quanto riguardala logistica dei materiali fondamentali per la fratturazione idraulica, l’amministratore delegato diPhoenix ha sottolineato la necessità di seguire la curva di apprendimento statunitense per ridurre icosti di trasporto delle sabbie da fratturazione. «Non bisogna reinventare la ruota, bisogna seguirel’esempio degli Stati Uniti: sabbia a breve distanza. Se una tonnellata di sabbia immessa nel pozzocosta 100 dollari, 80 dollari sono destinati al trasporto, e non possiamo permetterci questo lusso connessuna tecnologia». (ICE BUENOS AIRES)
Fonte notizia: MEJOR ENERGIA 05.08.2026
