Israele
LE ENTRATE FISCALI DA RECORD FRENANO IL DEFICIT ISRAELIANO, MA L'INCERTEZZA REST
I conti pubblici di Israele mostrano segnali di inaspettata solidità grazie a un gettito fiscale nettamente superiore alle attese. Negli ultimi dodici mesi conclusi a luglio 2026, il deficit di bilancio si è attestato al 3,3% del PIL, posizionandosi al di sotto del target del 4,9% fissato dal governo per l'intero anno. A sostenere questo risultato è stato l'incremento dell'11% delle entrate statali nei primi sette mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2025. In particolare, le imposte dirette hanno registrato un balzo del 14%, trainate dalle trattenute sulle buste paga e dall'imposta sui redditi dei lavoratori autonomi, mentre le imposte indirette sono cresciute del 9% a seguito del forte stimolo dei consumi nei mesi di maggio e giugno e da una transazione commerciale di elevato valore. Parallelamente, la spesa pubblica complessiva ha mostrato una crescita contenuta del 3,5%, sfiorando i 373 miliardi di shekel (106 mld di euro ca., ndr). Questa dinamica nasconde tuttavia una forte sperequazione interna: a fronte di un lieve calo dell'1,3% delle uscite nei ministeri civili, le uscite legate al Ministero della Difesa hanno registrato un incremento del 12,6%. Il Dipartimento della Ragioneria Generale e il Ministero delle Finanze invitano comunque alla cautela nel valutare la tenuta dei saldi di bilancio. L'avvio dell'anno in regime di bilancio provvisorio ha infatti artificialmente frenato gli esborsi dei primi mesi, ma l'accelerazione della spesa prevista nella seconda metà dell'anno potrebbe riavvicinare progressivamente il disavanzo al tetto programmato entro la fine del 2026. (ICE TEL AVIV)
Fonte notizia: Globes
