Francia
VENDITE DI AUTO ELETTRICHE IN EUROPA A LUGLIO, FORTI DISPARITÀ
Nel luglio 2026, le auto elettriche hanno rappresentato il 25,7% delle immatricolazioni in 16 mercati europei. Un traguardo raggiunto, ma permangono disparità tra i vari Paesi e una forte dipendenza dagli incentivi pubblici. Da gennaio, l’Europa ha registrato complessivamente quasi 1,5 milioni di immatricolazioni di veicoli elettrici, con un aumento del 30% su base annua. Si tratta di un dato reale, che tuttavia cela differenze piuttosto significative tra un Paese e l’altro. La Danimarca rimane saldamente in testa con una quota elettrica dell'80,1%, seguita da Finlandia (52,6%), Paesi Bassi (47,3%), Belgio (42,8%) e Svezia (42,6%). All'estremo opposto, l'Italia è scesa al 5,9% in seguito alla conclusione di alcuni regimi di incentivi, mentre la Polonia ristagna al 4% e la Repubblica Ceca al 7,5%. Anche in Francia la situazione diverge nettamente: il Paese registra una quota record del 35% a luglio (44.378 immatricolazioni), contro il 17% dell'anno precedente. Uno dei fattori più interessanti non è di natura tecnologica, bensì legata ai prezzi. Dopo anni in cui l'elettrico è rimasto confinato ai segmenti premium, i costruttori europei e cinesi stanno moltiplicando le proposte più accessibili che consentono ormai di trovare auto elettriche prodotte in Europa al di sotto della soglia dei 25.000 euro. Il caso della Francia illustra bene quanto la domanda rimanga sensibile agli incentivi. La ripresa del leasing sociale, destinato alle famiglie a basso reddito, spiega gran parte del balzo della quota di veicoli elettrici registrato a luglio. Viceversa, l’Italia mostra cosa accade quando tali incentivi vengono meno: il calo è stato rapido e brusco da un mese all’altro. (ICE PARIGI)
Fonte notizia: FT Auto magazine
