Slovacchia
SLOVACCHIA: LA SUPERVISIONE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Il governo slovacco ha approvato un disegno di legge secondo il quale il coordinamento della supervisione statale sui sistemi di intelligenza artificiale (IA) dovrebbe essere affidato al Ministero degli Investimenti, dello Sviluppo Regionale e dell’Informatizzazione (MIRRI) della Repubblica Slovacca. La legge mira a creare le condizioni necessarie per l’applicazione delle norme europee in materia di intelligenza artificiale e di dati. Il suo obiettivo, tuttavia, non è riprodurre gli obblighi già previsti direttamente dai regolamenti europei, bensì definire soprattutto le competenze delle autorità slovacche, i meccanismi di controllo e le sanzioni. Inizialmente era prevista la creazione dell’Ufficio per l’integrità digitale, che alla fine non verrà istituito. Le sue competenze saranno trasferite al MIRRI, principalmente a causa dell’attuale situazione delle finanze pubbliche. Il ministero diventerà inoltre l’autorità principale responsabile della vigilanza sul mercato dell’IA e fungerà da punto di contatto unico. Il controllo di alcuni ambiti specifici sarà affidato anche all’Ufficio nazionale per la sicurezza, all’Ufficio per la protezione dei dati personali, all’Ispettorato del servizio e al Ministero della Giustizia. Il MIRRI avrà inoltre il compito di creare un cosiddetto sandbox normativo, ovvero un ambiente controllato nel quale sarà possibile sviluppare, addestrare e testare tecnologie basate sull’intelligenza artificiale sotto la supervisione delle autorità competenti. Il disegno di legge, tuttavia, non disciplina l’eventuale utilizzo dell’identificazione biometrica in tempo reale nell’ambito delle attività di contrasto alla criminalità, poiché tale materia rientra nelle competenze del Ministero dell’Interno. Il ministero avrà un ruolo significativo anche nella regolamentazione dei dati. Dovrà supervisionare gli intermediari di dati e le organizzazioni impegnate nell’altruismo dei dati, oltre a coordinare l’accesso ai dati provenienti dai dispositivi intelligenti, la loro condivisione tra imprese e consumatori e il passaggio da un servizio cloud a un altro. Per le violazioni più gravi delle norme in materia di dati potranno essere inflitte sanzioni fino a dieci milioni di euro oppure fino al 4% del fatturato mondiale dell’impresa. La legge dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2027. La sua attuazione dovrebbe comportare, nel corso dello stesso anno, una spesa di 8,24 milioni di euro e la creazione di 68 nuovi posti di lavoro nella pubblica amministrazione. (ICE VIENNA)
Fonte notizia: TASR
