Germania
GLI EMIRATI ARABI UNITI INVESTONO 40 MILIARDI DI EURO IN GERMANIA
Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l’intenzione di investire altri 40 miliardi di euro nell’economia tedesca, più che raddoppiando il proprio stock di investimenti esistente, pari a circa 34 miliardi di euro, con un aumento del 32,6%. Nel corso di una visita di Stato di due giorni sono stati firmati 29 accordi commerciali per un valore di quasi 9,4 miliardi di euro tra aziende tedesche ed emiratine. I due paesi hanno concordato di istituire un consiglio congiunto tedesco-emiratino per gli investimenti, con l’obiettivo di promuovere gli investimenti e rafforzare il dialogo tra il settore pubblico e quello privato, nonché di approfondire la cooperazione nel campo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Una dichiarazione congiunta ha affermato che il pacchetto da 40 miliardi di euro sottolinea l’intenzione di entrambi i paesi di approfondire la loro partnership strategica e riflette «la fiducia degli Emirati Arabi Uniti nella Germania come sede di primo piano per gli investimenti, l’innovazione e la crescita industriale», compresi gli investimenti in infrastrutture digitali avanzate quali nuovi centri dati all’avanguardia con una capacità di circa un gigawatt. Gli Emirati Arabi Uniti sono il partner commerciale più importante della Germania nel Golfo, con un volume di scambi bilaterali pari a poco più di 13 miliardi di euro lo scorso anno, di cui circa 11 miliardi di euro di esportazioni tedesche e circa 2 miliardi di euro di importazioni, concentrate nel settore tecnologico e dei beni strumentali quali macchinari e prodotti chimici. Il commercio bilaterale rimane in parte limitato da dazi e restrizioni alle importazioni e alle esportazioni; il governo tedesco continua a sostenere i negoziati in corso tra l’UE e gli Emirati Arabi Uniti per un accordo di libero scambio. Secondo l’Istituto economico tedesco (IW), nel 2025 gli investimenti diretti esteri in Germania hanno raggiunto circa 86 miliardi di euro, di cui la metà proveniente da altri Stati membri dell’UE e, sorprendentemente, quasi un terzo dal Regno Unito. (ICE BERLINO)
Fonte notizia: BWA Newsletter
