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E-COMMERCE EUROPEO: 911 MILIARDI DI EURO GENERATI NEL 2025
L’e-commerce B2C europeo ha generato 911 miliardi di euro nel 2025, in aumento del 7% e del 4% in termini reali, secondo il rapporto annuale della confederazione Ecommerce Europe. Con il 77% della popolazione europea tra i 16 e i 74 anni che ormai acquista online e un settore del commercio al dettaglio e all’ingrosso che impiega 26 milioni di persone in 5 milioni di imprese, l’organizzazione mette in guardia contro le distorsioni della concorrenza causate dalle piattaforme extraeuropee e contro gli oneri regolatori eccessivi. Per l’esercizio 2026, il fatturato transfrontaliero e domestico dell’e-commerce B2C in Europa dovrebbe attestarsi a 961 miliardi di euro, pari a un aumento nominale del 5% e a una crescita reale del 3%. Nel perimetro dei 27 Stati membri dell’Unione Europea, le vendite online dovrebbero raggiungere 757,3 miliardi di euro, spinte da un incremento del 6%. La quota dell’e-commerce sul prodotto interno lordo europeo salirebbe al 3,77%. L’Europa occidentale resta il motore del settore, concentrando il 57% del fatturato B2C europeo complessivo, sostenuta da una penetrazione di Internet del 96% e da una quota di acquirenti online dell’84%. Nel dettaglio dell’area, l’Irlanda guida l’adozione con il 95% di acquirenti online a fronte di una copertura Internet completa, seguita dal Regno Unito con l’89% e dai Paesi Bassi con l’88%, dove arrivano quotidianamente 3,5 milioni di pacchi provenienti da paesi extra-UE. Il mercato lussemburghese raggiunge l’80% della popolazione, davanti a Francia e Germania (entrambe al 77%) e al Belgio (75%). Gli operatori dell’Europa occidentale si stanno adeguando alle nuove normative doganali; i retailer tedeschi, in particolare, devono anche fare i conti con le tariffe di picco imposte dai loro operatori di consegna. L’Europa settentrionale vale l’8% dei ricavi dell’e-commerce B2C europeo e vanta al contempo la quota più elevata di acquirenti online del continente (85%), con una connettività Internet del 98%. Danimarca e Norvegia guidano la digitalizzazione con il 91% di consumatori online, davanti a Svezia (86%) e Islanda (85%). La Finlandia raggiunge il 79% della popolazione, in un mercato che ha gestito 69,3 milioni di pacchi, di cui 40,5 milioni spediti dall’esterno dell’Unione Europea. I Paesi baltici completano il quadro dell’area nordica: l’Estonia, forte di 1.500 armadietti automatici, conta il 71% di acquirenti online, seguita dalla Lettonia con il 62% e dalla Lituania con il 61%. L’Europa centrale pesa per il 10% del commercio online europeo, con una crescita del 5% sostenuta dal 74% di acquirenti digitali e da un’accessibilità a Internet del 93%. Non sorprende che la Svizzera si distingua con l’84% di acquirenti online, davanti a Repubblica Ceca e Slovacchia, entrambe al 75%. L’Austria registra il 63% di acquirenti online: un mercato sotto pressione che ha gestito 320 milioni di pacchi B2C, di cui 100 milioni spediti dalla Cina nell’arco dell’anno. L’Ungheria conta il 62% di acquirenti, la Slovenia il 63% e la Polonia il 61%; quest’ultima subisce una perdita annua stimata tra 6,5 e 8,8 miliardi di zloty (1,5-2,1 miliardi di euro) a favore dei venditori terzi stranieri. L’Europa orientale rappresenta la quota più contenuta, con il 3% del fatturato B2C online, su vendite in aumento del 5%, ma frenate da una quota di acquirenti limitata al 60%, pur in presenza dell’88% di utenti Internet. Croazia e Ucraina trainano l’area con rispettivamente il 56% e il 54% di acquirenti online. Seguono la Serbia (45%), la Macedonia del Nord (40%) e la Romania (38%). Più indietro, la Bulgaria conta il 33% di acquirenti online, la Bosnia-Erzegovina il 32%, la Moldavia il 31%, il Montenegro il 29% e l’Albania chiude il panorama europeo al 17%. L’Europa meridionale genera il 22% delle vendite complessive dell’e-commerce B2C europeo e registra la crescita reale più rapida del continente (+8%). Questa dinamica si osserva nonostante una quota di acquirenti online del 63% a fronte del 92% di utenti Internet. Spagna e Malta guidano con il 71% di consumatori online ciascuna, davanti al Portogallo (61%). La Grecia ha convertito il 54% della popolazione agli acquisti online. Quanto all’Italia, registra il 51% di acquirenti e sta attualmente rafforzando i requisiti di conformità. Cipro chiude il quadro della regione mediterranea con un tasso di adozione dell’e-commerce che raggiunge la soglia del 50%. (ICE PARIGI)
Fonte notizia: YP FashionNetwork Italia - 02.10.2026
