News dalla rete ITA

7 Ottobre 2026

Argentina

SETTORE ENERGETICO IN FORTE CRESCITA E SETTORE MINERARIO IN FASE DI CONSOLIDAMENTO: COSA RISERVA IL FUTURO ALL’ARGENTINA?

Il presidente dell’Istituto Argentino del Petrolio e del Gas (IAPG), Ernesto López Anadón, e la direttrice esecutiva della Camera Argentina delle Imprese Minerarie (CAEM), Alejandra Cardona, hanno partecipato al quarto panel di “Ámbito Debate” dedicato all’energia e al settore minerario.Con la moderazione dei giornalisti di Ámbito, Sebastián D. Penelli e Nazarena Lomagno, López Anadón ha rotto il ghiaccio sottolineando che si intravede «un enorme volume di investimenti» e ha illustrato: «È sorprendente che quasi ogni giorno vengano presentati nuovi progetti al RIGi e che in alcuni casi superino i 3 miliardi di dollari, sia per la perforazione di pozzi che per gasdotti, impianti di trattamento e di produzione di fertilizzanti o progetti di GNL, come quello di Camuzzi». «L’industria sta avviando nuovi progetti basati sulle risorse di Vaca Muerta», ha spiegato, aggiungendo: «Negli anni ’90 c’è stato un boom petrolifero e tutti i gasdotti sono stati realizzati in quel periodo, ma sulla base di una quantità minore di risorse. Oggi le risorse di gas e petrolio sono enormi per il Paese e garantiscono all’industria una sicurezza per moltissimi anni». A tal proposito, ha sottolineato che un gruppo di lavoro multidisciplinare ha stimato che in Argentina “ci siano 258 trilioni di piedi cubi e 30 miliardi di barili di petrolio”, una quantità che si calcola equivalga a 100 anni di produzione.Il settore minerario, in fase di consolidamentoCardona ha parlato del «consolidamento del settore minerario» e ha ricordato: «Sebbene non abbia la stessa portata del settore petrolifero, poiché la parte più significativa dello sviluppo risale agli ultimi 30 anni, oggi ne stiamo raccogliendo i frutti. Siamo un importante produttore di oro e argento, abbiamo una produzione significativa di litio, siamo al quinto posto a livello globale. E abbiamo la possibilità di diventare uno dei dieci fornitori mondiali di rame, nonostante oggi la nostra produzione sia praticamente pari a zero».Guardando al futuro, ha ritenuto che «affinché ciò si concretizzi, sia necessario mantenere la continuità delle condizioni che oggi consentono il progresso e gli investimenti, ed evitare cambiamenti altalenanti nonostante mutino gli orientamenti politici dei governi».Il momento favorevole dei prezzi internazionaliCardona ha fatto riferimento ai prezzi internazionali e ha ammesso che “hanno contribuito a sostenere questi volumi esportabili”, sottolineando inoltre che “anche il litio si è ripreso dopo un crollo piuttosto drastico”. “Non immaginavo un quadro così favorevole”, ha ammesso.Per quanto riguarda il mercato del petrolio e del gas, López Anadón ha puntato i riflettori su Vaca Muerta come «progetto di esportazione» e ha precisato: «A livello nazionale raggiungiamo circa un milione di barili al giorno e il Paese ne consuma circa 600.000. Tutto ciò che verrà prodotto d’ora in poi, sia nel settore del gas che in quello del petrolio, è destinato all’esportazione».López Anadón ha sottolineato l’importanza del RIGI e ha assicurato che, se non fosse stato attuato, «molti progetti non sarebbero esistiti». «L’aumento dell’attività che si sta registrando non avrebbe potuto essere finanziato solo con Vaca Muerta. È necessario creare infrastrutture e investire oggi», ha aggiunto.A suo avviso, iniziative come il GNL o il VMOS «non sarebbero state realizzate, o almeno non su scala milionaria come avviene oggi, ma la produzione sarebbe cresciuta lentamente». L’energia, l’estrazione mineraria e l’agricoltura siano «i tre pilastri affinché l’Argentina migliori la propria struttura fiscale e offra al Paese una valvola di sfogo, in modo che tutti godano di condizioni simili e si possano sviluppare attività redditizie». Per quanto riguarda il settore minerario, Cardona ha ricordato che «meno di un progetto su 100 arriva alla fase produttiva» e, pur ammettendo che «fa parte del gioco», ha ritenuto che «l’esplorazione sia fondamentale, perché permette di individuare le risorse e stabilire se il progetto sia fattibile dal punto di vista economico, sociale e tecnico».Riguardo al RIGI, ha affermato che «crea le condizioni affinché il nostro Paese diventi una destinazione competitiva per gli investitori» e ha aggiunto: «Come Paese disponiamo delle risorse, ma non si tratta solo di considerare il carico fiscale, bensì anche le infrastrutture, i fornitori, il capitale umano e la connettività tra le regioni. Tutto ciò sta prendendo forma nell’agenda mineraria».  (ICE BUENOS AIRES)


Fonte notizia: AMBITO DEBATE 06/10/2026