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2 Novembre 2026

Kazakistan

PANORAMICA SUL SETTORE CEREALICOLO IN KAZAKHSTAN - PART I

PANORAMICA: Non un record, ma nemmeno un insuccesso: come il Kazakistan affronta la stagione cerealicolaIl Kazakistan ha concluso la campagna di raccolta 2026, registrando una produzione lorda di cereali pari a 24,3 milioni di tonnellate; un dato inferiore del 10% rispetto ai 27 milioni di tonnellate dell'anno precedente, secondo quanto reso noto dal Ministero dell'Agricoltura.Nonostante il calo, il raccolto di quest'anno si colloca tra i più abbondanti degli ultimi 15 anni, superato solo dai risultati eccezionali ottenuti nei due anni precedenti.OGNI RACCOLTO È DIVERSONel 2026, la campagna di raccolta si è conclusa il 30 ottobre, con circa una settimana di anticipo rispetto al 4 novembre dell'anno precedente. Il Ministero dell'Agricoltura attribuisce questa maggiore rapidità non solo a un ritmo di lavoro più sostenuto, ma anche alle condizioni meteorologiche: un'estate insolitamente calda ha accelerato la maturazione delle colture, consentendo agli agricoltori di iniziare la raccolta prima e di completarla in tempi ristretti.La produzione lorda effettiva ha inoltre superato le previsioni iniziali del Ministero dell'Agricoltura, che stimava un volume superiore ai 23 milioni di tonnellate.Yevgeny Karabanov, a capo dell'Unione dei Cereali del Kazakistan, ha fornito una stima differente: l'organizzazione valuta il raccolto di cereali e legumi a 22,3 milioni di tonnellate, di cui 15,2 milioni di tonnellate di grano, 3,7 milioni di tonnellate di orzo, 895.000 tonnellate di legumi e 2,5 milioni di tonnellate di altre colture, tra cui mais, riso, avena, grano saraceno e miglio.La superficie totale coltivata in Kazakistan nel 2026 è stata pari a 24,2 milioni di ettari, con un incremento di 600.000 ettari rispetto all'anno precedente. La superficie destinata ai cereali è tuttavia diminuita di 420.000 ettari, attestandosi a 15,6 milioni di ettari, mentre quella dedicata alle colture oleaginose è aumentata di 1,2 milioni di ettari, raggiungendo i 5,2 milioni di ettari.L'espansione della superficie totale è andata di pari passo con uno spostamento verso le colture oleaginose. Ciò indica una graduale diversificazione della produzione agricola e la volontà degli agricoltori di puntare maggiormente sulle colture più richieste dall'industria di trasformazione e dai mercati di esportazione. Considerando questo cambiamento nelle superfici coltivate, il raccolto di cereali di 24,3 milioni di tonnellate può essere considerato un risultato piuttosto solido.Viktor Aslanov, a capo dell'Unione dei Produttori Agricoli del Kazakistan, stima che il calo della produzione agricola complessiva rispetto all'anno precedente sia di circa il 15%. Egli attribuisce la flessione nella produzione di grano, orzo e girasole principalmente alla siccità atmosferica e del suolo che ha interessato l'intera estate, lasciando alcuni campi praticamente privi di precipitazioni. Ciononostante, ha sottolineato che gli agricoltori hanno ottenuto un raccolto soddisfacente, in grado di rifornire i mercati esteri.Aslanov ha inoltre osservato che le condizioni meteorologiche autunnali hanno favorito le operazioni di raccolta: un autunno secco ha permesso di svolgere i lavori nei campi entro tempistiche ristrette, senza fretta e nel rispetto dei requisiti tecnici, contribuendo così a ridurre le perdite durante il raccolto.NON TUTTI I CEREALI HANNO LO STESSO VALOREUn aspetto rilevante della campagna di raccolta non riguarda solo la quantità di cereali ottenuta, ma anche la loro qualità. I ​​dati preliminari del Ministero dell'Agricoltura indicano che circa il 72% del grano tenero conferito ai centri di stoccaggio rientra negli standard di terza classe, mentre il 48% dei campioni analizzati presenta un contenuto di glutine superiore al 28%.La qualità è risultata particolarmente elevata nella regione di Akmola, una delle principali aree cerealicole del Paese, dove il grano di terza classe rappresenta il 90% del totale e quello ad alto contenuto proteico (Hi-Pro) il 70%.Secondo il Ministero, l'impiego di fertilizzanti minerali è quasi triplicato negli ultimi tre anni, raggiungendo 1,8 milioni di tonnellate nel 2025. Nel 2026, la quota di sementi di alta qualità ("elite") ha raggiunto il 12%, creando i presupposti per ulteriori incrementi sia nella resa che nella qualità delle colture. (ICE ALMATY)


Fonte notizia: INTERFAX