CONFERENZA NAZIONALE DELL'EXPORT, DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DI ICE MATTEO ZOPPAS

Dichiarazione di Matteo Zoppas, Presidente ICE, in occasione della Conferenza Nazionale dell’Export  a Milano:

«L’andamento dell’export da gennaio a ottobre 2025, che registra un aumento del +3,4%, è un elemento molto positivo. Non è una stima ma a livello di proiezione – se dovessimo continuare su questo trend – a fine anno potremmo raggiungere tra i 640 e i 644 miliardi di euro di fatturato all’export. Un ulteriore passo verso l’obiettivo indicato dal Governo, che è quello di arrivare a 700 miliardi di euro. Obiettivo comunque posto prima dei dazi. È doveroso ringraziare gli ambasciatori che illustrano con il loro impegno l’Italia nel mondo e gli imprenditori, con i loro prodotti, per la resilienza che mostrano di avere in un contesto molto difficile anche per gli effetti indiretti dei dazi. Questi, infatti, non sono ancora stati trasferiti totalmente sui prezzi: in larga parte vengono assorbiti lungo la catena distributiva, sia dai produttori sia dalla supply chain oltre confine. Solo da questo momento in poi potremo comprendere la reale elasticità di dazi, prezzi e volumi, e quindi l’impatto effettivo sulle vendite all’export. Va inoltre considerato che la relazione non è solo tra Stati Uniti ed Europa: il risultato dipende anche da come i dazi incidono sulle nazioni extraeuropee.

L’infrastruttura governativa rappresentata dal sistema Paese – assieme a ICE, SACE, SIMEST, Cassa Depositi e Prestiti – lavora di concerto con i Ministeri competenti, in prima linea gli Affari Esteri con la Diplomazia della Crescita e il Made In Italy, per rendere le aziende più competitive sui mercati internazionali. Un grande risultato è stato raggiunto dal Ministero dell’Agricoltura: il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale UNESCO, un potente veicolo anche sul piano della comunicazione per sostenere le vendite.

In questo quadro, l’Agenzia ICE svolge un ruolo centrale nel favorire l’accesso delle PMI ai mercati esteri. Nel 2025 sono state realizzate circa 900 iniziative promozionali in oltre 100 Paesi, con 245 padiglioni nazionali a fiere internazionali che hanno coinvolto più di 6.500 imprese italiane e 125 programmi di incoming che hanno portato in Italia circa 11.500 operatori esteri qualificati. Un impegno che valorizza il sistema fieristico nazionale, tra i primi in Europa, e che si affianca a una strategia orientata a mercati ad alto potenziale, all’innovazione, alla digitalizzazione, all’attrazione di investimenti e allo sviluppo delle competenze, già proiettata nel 2026 con oltre 600 iniziative programmate in 110 mercati.

La frammentazione del mercato globale pone ostacoli al tessuto produttivo italiano, ma dinamiche simili si sono già verificate in passato e, nonostante la pandemia e i conflitti bellici, siamo passati dai 480 miliardi di euro di export del 2019 ai circa 620 miliardi del 2022. Oggi stiamo consolidando questi risultati e quest’anno sembra esserci un’ulteriore spinta in avanti. Restano però alcune categorie in difficoltà: pensiamo tra le altre alla moda e, più recentemente, al vino. Gli ultimi dati sul sell-out, che non sono ancora immediatamente disponibili, destano qualche preoccupazione ed è su questi settori che occorre intervenire e offrire un supporto mirato».