SEGNALI POSITIVI DALLA CINA (+14,5%) DOPO UN PERIODO DI INCERTEZZA, MENTRE GLI USA CALANO DEL 6,7%.
«Dopo un dicembre positivo a +5,1% su base annua, a gennaio 2026 troviamo un rallentamento con una flessione dell’export italiano verso i Paesi extra UE del -6%.
Il risultato deriva soprattutto dal calo dei beni strumentali (-15,1%) comparto strettamente legato agli investimenti e quindi più esposto, che cala di circa 1 miliardo di euro (dai 6,8 mld di euro di gennaio 2025 ai 5,8 mld di gennaio 2026), e da quello dei prodotti energetici (-38%), riconducibile soprattutto alla dinamica dei prezzi delle materie prime energetiche. In controtendenza si registra la crescita dei beni intermedi (+5,3%).
Dal punto di vista geografico, gennaio 2026 mostra segnali incoraggianti in confronto allo stesso periodo di un anno fa verso la Svizzera (+15,3%) e la Cina (+14,5%), mercati dove il Made in Italy continua a trovare domanda qualificata. Si registrano invece flessioni verso i Paesi MERCOSUR (-18,5%), il Giappone (-16,2%), il Regno Unito (-14,8%), i Paesi ASEAN (-7,1%) e gli Stati Uniti (-6,7%), aree strategiche che richiedono un presidio rafforzato in una fase delicata come quella odierna, caratterizzata da persistenti tensioni commerciali.
Dopo un 2025 chiuso in crescita per l’export extra UE (+2,4%), l’inizio del 2026 evidenzia una fase di assestamento in un contesto globale più complesso. Si resta in attesa di potenziali effetti positivi, soprattutto nel medio e lungo termine, derivanti dall'applicazione provvisoria dell'accordo UE-MERCOSUR, annunciata oggi dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen».
