Dichiarazione di Matteo Zoppas, Presidente ICE, su Accordo UE-India

«L’Accordo UE-India segna un concreto successo della diplomazia europea e in particolare di quella italiana che si incastra in un contesto economico globale che al contrario di conferma molto incerto. 

Si tratta di un ulteriore passo strategico per gli scambi commerciali dei Paesi dell’Unione, permettendo di aprire ulteriormente il campo a nuovi o maggiori flussi commerciali e mercati rispetto ad un contesto generale sempre meno prevedibile. L’importanza economica appare evidente, dal momento che le due aree insieme contano circa 2 miliardi di persone e pesano per circa un quarto sul PIL mondiale.

Nei primi 11 mesi dell’anno l’export del Made in Italy in India vale 5 MLD (+7,6% rispetto a gen-nov 2024), in particolare il comparto macchinari e apparecchi rappresenta il nostro punto di forza con oltre 1,8 miliardi di euro. Il negoziato commerciale mira a rimuovere le barriere tariffarie e non tariffarie per facilitare gli scambi di beni e servizi, specie per le PMI, promuovendo uno sviluppo sostenibile. 

Secondo la Commissione Europea, l'accordo eliminerà o ridurrà i dazi sul 96,6% delle esportazioni UE in India, con un risparmio annuo di oltre 4 miliardi di euro e un previsto raddoppio del valore dell'export entro il 2032. Le principali riduzioni tariffarie riguardano: veicoli a motore (da 110% a 10%), macchinari elettrici (da 44% a zero), apparecchiature ottiche e medicali (da 27,5% a zero), chimica (da 22% verso l'azzeramento), farmaceutica (eliminazione progressiva a partire da aliquote dell’11%), ferro e acciaio (azzeramento completo). Resta da verificare l’impatto che l’accordo avrà sul sistema delle imposte locali sul vino da parte dei diversi Stati che combinandosi ai dazi fanno lievitare i prezzi anche del 150 per cento, rendendo particolarmente difficile l’accesso al mercato indiano».