Dichiarazione del Presidente di ICE, Matteo Zoppas, in occasione della conferenza stampa di presentazione del Salone del Mobile di Milano.
«Il Salone del Mobile di Milano rappresenta una leva strategica per la promozione internazionale del Made in Italy e per il rafforzamento della competitività delle imprese della filiera legno-arredo sui mercati esteri. In linea con la strategia di potenziamento dell’export promossa dal ministero degli Esteri e con l’obiettivo dei 700 miliardi di euro di esportazioni, l’impegno di ICE - che collabora con la manifestazione da oltre dieci edizioni - si è progressivamente rafforzato accompagnando l’evoluzione del Salone come piattaforma globale di riferimento per il design. Per l’edizione 2026, ICE conferma un supporto strutturato attraverso un articolato programma di incoming di 370 operatori (250 buyer e 120 giornalisti) provenienti da circa 50 Paesi, la realizzazione di lounge di accoglienza e installazioni di design di alto profilo all’interno della manifestazione. In questi ultimi anni abbiamo lavorato per una diversificazione dei mercati seguendo tre direttrici principali: il rafforzamento dei mercati chiave, in particolare Stati Uniti e Cina; l'esplorazione di nuove geografie e target, con un tour mondiale che negli ultimi tre anni ha toccato 19 città tra Nord America, Europa e Asia - da Shanghai a New Delhi, dal Sudafrica a Seoul, da Toronto alle capitali europee come Parigi, Madrid, Londra, Berlino e Copenhagen - e che nel 2026 si estenderà a Mumbai e Città del Messico; la particolare attenzione riservata all'Arabia Saudita con un evento teaser a Riyadh che ha visto la partecipazione di 30 aziende italiane rappresentative del design Made in Italy, che culminerà nel novembre 2026 con l'organizzazione del primo Salone post-covid all'estero nella capitale saudita. I dati confermano la stabilità delle esportazioni della filiera del LegnoArredo che si attestano nel 2025 a 19,3 miliardi di euro (+0,4% rispetto al 2024). I segnali di debolezza che mostrano alcuni mercati strategici come Francia e Stati Uniti sono compensati dalla ripresa che arriva dalla Germania».
