Il Settore Nucleare

Il settore nucleare italiano è attualmente un comparto tecnologico e industriale in evoluzione, con una base produttiva significativa nonostante l’assenza di centrali attive nel Paese da decenni. Secondo le analisi più recenti, oltre 70 aziende italiane operano già lungo la filiera nucleare, coprendo la maggior parte delle fasi dell’industrializzazione tecnologica, dalla progettazione di componenti alla produzione di parti specializzate per impianti e sistemi di energia nucleare, con competenze che spaziano dall’ingegneria avanzata alla manifattura di grandi componenti.

Dal punto di vista del fatturato industriale “core” attribuibile alla filiera nucleare, le imprese italiane hanno generato circa 457 milioni di euro nel 2022, con un valore aggiunto di circa 161 milioni di euro e circa 2.800 occupati direttamente nel segmento specifico. Considerando la catena allargata (l’“extended value”), i ricavi totali legati alle attività nucleari delle stesse aziende superano i 4 miliardi di euro e coinvolgono fino a 13.500 addetti nei settori connessi alla tecnologia, ai materiali speciali e ai servizi correlati.

Le esportazioni italiane nel settore nucleare si sono posizionate storicamente su cifre di rilievo: tra il 2018 e il 2022, l’Italia ha esportato circa 140 milioni di euro di prodotti legati al nucleare, collocandosi tra i paesi esportatori mondiali di componenti e tecnologie per applicazioni nucleari, con una quota significativa destinata ai partner europei e ad altri mercati avanzati.

Sebbene l’Italia non abbia centrali operative, l’industria mantiene competenze tecniche elevate e partecipa a progetti internazionali di ingegneria e componentistica. Con la recente approvazione di una legge che apre la strada alla reintroduzione dell’energia nucleare nel mix energetico nazionale entro il 2027, lo sviluppo di piccoli reattori modulari (SMR) e reattori avanzati (AMR) potrebbe costituire un significativo driver di crescita per l’intero comparto. Le stime industriali e istituzionali suggeriscono che un programma nucleare nazionale a regime potrebbe portare a un impatto economico complessivo di circa 50 miliardi di euro all’anno, generare fino a 117.000 nuovi posti di lavoro totali (di cui circa 39.000 direttamente nella supply chain industriale) e contribuire a circa 2,5% del PIL nazionale nei prossimi decenni.

Nel settore nucleare italiano operano anche associazioni di categoria di riferimento che rappresentano le imprese lungo la filiera industriale e tecnologica. AIN – Associazione Italiana Nucleare svolge un ruolo centrale di coordinamento tecnico-scientifico e di promozione della cultura nucleare, favorendo il dialogo tra industria, istituzioni e mondo della ricerca. ANIMP – Associazione Nazionale di Impiantistica Industriale rappresenta le aziende attive nella progettazione, realizzazione e gestione di grandi impianti industriali, incluse quelle coinvolte nelle infrastrutture e nei sistemi complessi del nucleare. ANIMA Confindustria, federazione delle associazioni della meccanica varia, riunisce numerose imprese della componentistica e dell’ingegneria meccanica che costituiscono una parte rilevante della supply chain nucleare, contribuendo alla competitività industriale italiana nei progetti nazionali e internazionali.

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