Il settore farmaceutico italiano si conferma nel 2025 come uno dei comparti industriali più importanti e strategici dell’economia nazionale, giocando un ruolo chiave sia per la produzione interna sia per la proiezione internazionale del “Made in Italy”. Nel 2024 l’industria ha raggiunto un valore della produzione di circa 56 miliardi di euro, con un export di circa 54 miliardi di euro, segnando nuovi primati storici e collocando l’Italia tra i principali Paesi esportatori farmaceutici in Europa insieme a Germania e Francia. Questo risultato riflette un aumento dell’export di oltre il 150% nell’ultimo decennio, molto al di sopra della media europea, e un contributo sostanziale al surplus commerciale italiano nel settore manifatturiero.
Il peso delle esportazioni sul totale della produzione indica la spiccata vocazione internazionale dell’industria: la maggior parte delle aziende pharma italiane opera infatti su mercati esteri, con prodotti ad alto valore aggiunto che spaziano dai farmaci di sintesi tradizionali alle specialità biologiche e vaccinali. Nel corso del 2025, dati preliminari indicano che l’export farmaceutico è proseguito nel trend di forte crescita, con incrementi superiori al 30% nei primi dieci mesi dell’anno rispetto al 2024 e un peso dell’industria superiore al 10% dell’interscambio commerciale italiano. Mercati chiave restano l’Unione Europea, che assorbe quasi la metà delle vendite estere, seguita da Stati Uniti, Svizzera e Regno Unito.
Nel contesto italiano, il comparto delle imprese pharmaceutical è composto da diverse centinaia di imprese attive nella produzione di specialità medicinali, materie prime e servizi collegati, con una struttura fortemente integrata a livello nazionale e internazionale. Secondo i dati più recenti di Farmindustria aggiornati al 2025, le imprese del settore del farmaco che operano in Italia sono circa 283, di cui 220 dedicate alla produzione di specialità medicinali (farmaci finiti) e la maggioranza delle quali è associata a Farmindustria rappresentando circa il 95% del mercato produttivo interno. Queste aziende includono sia grandi gruppi internazionali con stabilimenti produttivi sul territorio nazionale sia imprese italiane di medie dimensioni, con una quota di capitale italiano pari a circa il 43% e il restante 57% a capitale estero (soprattutto europee, statunitensi e giapponesi). Le imprese italiane producono un ampio ventaglio di prodotti che va dai farmaci etici e generici alle specialità biofarmaceutiche e vaccini, includendo anche prodotti di chimica fine e principi attivi utilizzati globalmente nelle filiere produttive dei medicinali. L’occupazione generata dal settore è significativa per l’economia manifatturiera italiana: nel 2024 l’industria farmaceutica italiana contava circa 71.000 addetti, in crescita rispetto agli anni precedenti, con un impatto complessivo maggiore se si considerano gli occupati nell’indotto e negli ecosistemi di ricerca e sviluppo collegati.
Le prospettive per il settore nei prossimi anni restano robuste, con analisti industriali e associazioni di categoria che stimano la possibilità che il valore delle esportazioni farmaceutiche italiane possa superare i 70 miliardi di euro entro il 2026. Questa previsione presuppone il consolidamento delle tendenze positive già in atto, un potenziamento delle relazioni commerciali internazionali e una maggiore semplificazione delle regolamentazioni interne ed europee che favoriscano tempi più rapidi di accesso ai mercati globali.
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